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Leggere, comprendere, condividere.

Leggere e scrivere a scuola

Care le mie teste fiorite,

oggi sedetevi e preparatevi: non vi racconto di un libro per bambini o ragazzi ma un libro per chi con queste piccole e giovani teste ha a che fare quotidianamente.

Care e cari insegnanti, questo post è per voi così come questo interessante libro è per voi, scritto da insegnanti per insegnanti.

Leggere, comprendere, condividere, scritto a 6 mani da Linda Cavadini, Loretta de Martin e Agnese Pianigiani edito da Pearson Academy è un regalo con cui insegnanti che da anni lavorano e sperimentano il Reading e Writing Workshop condividono riflessioni ma soprattutto esperienze e persino strumenti didattici e grafici per sostenere, supportare e condividere la lettura e a scrittura in classe. Se un libro può la differenza pensate a quanta differenza possono fare tanti libri portati in classe e condivisi e “lavorati” dall’insegnante che ha costruito un rapporto di stima e fiducia reciproco con i ragazzi. Nessun percorso pre-deciso, nessun percorso riproposto sempre uguale, un continuo lavoro di costruzione a partire dalla conoscenza e dal riscontro e da dove portano le letture.

Qualsiasi lettura non cade mai nel vuoto […] il lavoro sulla lettura e sulla scrittura è un laboratorio di costruzione cooperativa e libertà

Insomma, dimentichiamoci la “normale” lezione, l’antologia di testi e quello a cui siamo abbastanza abituati e proviamo a pensare in un altro modo centrato sulla creazione di una reading zone che non è un luogo fisico bensì lo stato mentale di sospensione della realtà in cui entriamo quando leggiamo. Una vera e propria educazione alla sospensione dell’incredulità che poi porta dritta al rinsaldamento, se non alla costruzione, di un pensiero critico che attraverso la critica letteraria educa silenziosamente all’abitudine di analizzare e comprendere e interrogarsi senza necessariamente puntare a trovare tutte le risposte.

La visione di una classe di lettori che diventa “comunità ermeneutica” potete immaginare quanto semplicemente mi entusiasmi e non certo perché credo che tutti debbano appassionarsi alla teoria letteraria, ma perché, questo si lo credo, tutti abbiano la possibilità di diventare lettori, ovvero di esercitare la più specifica e precipua capacità umana.

Per costruire una comunità do lettori le strategie sono diverse, tante raccontate ed esemplificate con grafiche e spunti pratici che se costituiscono un indubbio arricchimento e punto di riferimento dell’esperienza didattica vera e propria, fanno anche correre a questo libro il rischio di esser preso come un manuale da seguire… alla lettera.

Non esistono modelli, non esistono metodi né manuali, esistono buone pratiche che possono essere condivise, alcune magari replicate ma sempre mutatis mutandis a seconda della classe e dei singoli lettori. D’altra parte, scusatemi, ma siamo in un testo che punta a dimostrare che si può contribuire a costruire una comunità di lettori critici, come potrebbe sostenere di farlo in maniera acritica?

Quindi, non ci accomodiamo sulle pagine, leggiamole per quello che sono, traiamone ogni spunto utile e poi prendiamo la nostra, unica strada segnata e anche in qualche modo dettata dai libri che sceglieremo e che i ragazzi sceglieranno per procedere nella lettura e nella costruzione di loro stessi.

Diventare catalizzatore di lettura significa dar vita a una comunità ce costruisce la propria identità attraverso la condivisione di storie e la consapevolezza che leggere è un’attività individuale, ma non solitaria.

Come mi piace l’espressione catalizzatori di lettura!!!!

Insegnanti di tutto il mondo unitevi e catalizzate!

Teste Fiorite