Tra stupore e mimetismo. La lettura al nido e all’infanzia

Cosa e come leggere all’asilo nido e alla scuola materna?

Per quanto i piccoli e piccolissimi abbiano delle necessità ed esigenze, anche di tipo iconografico, testuale ecc. specifiche legate all’evoluzione cognitiva ed emotiva di ogni singola età, possiamo trovare dei minimi comuni denominatori per il fomento della lettura (come lo chiama Chiara Carminati) tra nido e infanzia?

Il presupposto per un avvicinamento alla lettura è, sembrerà una banalità ma vi assicuro che così non è, la presenza costante e direi ubiqua dei libri. I libri devono essere sempre a disposizione, diversi ma tutti “con la forma del libro” ovvero libri che siano tali, non libri a forma di palla, libri a forma di chitarra ecc. Nell’approccio al mondo e nella difficoltà di individuare le specificità dei singoli oggetti che ci sono al mondo è fondamentale che il libro sia riconosciuto come oggetto specifico dotato di caratteristiche proprie: la presenza di una narrazione per immagini, lo sviluppo per pagine che si seguono. In questo restano esemplari i Prelibri di Munari in cui ogni esperienza tattile e narrativa si coniuga con una identica forma dell’oggetto.

Tenendo conto di tutte le necessità dei piccoli, delle insidie della cattiva editorie e delle otto nascite del lettore, è importante tenere sott’occhio le novità di qualità che l’editoria propone perché le cose stanno cambiando, piano piano ma alcune cose si stanno scardinando, un’attenzione maggiore verso i piccoli sta emergendo, e prova ne siano anche i recenti concorsi che alcune case editrici hanno promosso per trovare scrittori per la fascia dei piccolissimi.

D’altra parte anche l’attenzione da parte di educatori e famiglie pare che stia un pochino ampliando e allora perché non lavorare davvero per offrire lettura, piacere, criticità, mimetismo e tante vite da vivere parallelamente alla propria anche i piccolissimi?

Ho visto maestre leggere a bambini semidivezzi per mezz’ore intere e sono entrate in classi di scuole dell’infanzia in cui se i libri non ci fossero stati, data la qualità dei pochissimi presenti, sarebbe stata meglio.

Tra i due estremi possiamo puntare ad una buona media a portata di tutti in cui la selezione e qualche elemento di competenza per poter selezionare può davvero cambiare la vita agli abitanti della scuola, ai lettori grandi che leggono ai piccoli e ai lettori piccoli che ascoltano ed a loro volta leggono.

Ebbene sì, i bambini, anche i più piccoli:

  • hanno le competenze di lettura, e molte altre, sin da quando vengono al mondo
  • ascoltando leggono a tutti gli effetti
  • leggono le illustrazioni e quindi a tutti gli effetti leggono
  • possono avere a disposizione libri, come quelli senza parole, o in CAA o altri che permettono un indiendente e completo rapporto con l’oggetto libro e la lettura.

Vi assicuro che tenute ferme queste considerazioni, messi insieme pochi elementi che ci aiutino nella selezione, il gioco è davvero semplice e la felicità dietro l’angolo.

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