Bianco e nero di Tana Hoban

Questo è un Friday For Future che non vi aspettereste ma vi assicuro che ho dei buoni motivi per proporvelo, seguitemi e li scoprirete!

Bianco e nero di Tana Hoban, Editoriale scienza.

I venerdì per il futuro sono qui a ricordarci, pare che ne abbiamo parecchio bisogno, che abbiamo delle responsabilità dello stare al mondo per garantire l’esistenza del Pianeta e delle sue specie viventi, inclusa quella umana. Ora perché ciò accada bisogna che miglioriamo molte cose tra cui, secondo me, imprescindibili, 2 in particolare:

1- La conoscenza delle cose, la curiosità dello scoprirle e del saperle nominare, riconoscere e dunque proteggere

2- La cura all’infanzia

Ecco perché questo leporello di Tana Hoban dedicato ai piccolissimi sta bene qui, non solo su teste fiorite, dove ovviamente non sarebbe potuto mancare, ma proprio qui nella rubrica del venerdì per il futuro.

Il libro si apre e si sviluppa in maniera da poter restare in piedi ed essere letto dagli occhi del bambino sin da quando è neonato e stando sdraiato a pancia in su e poi in giù quando inizia ad alzare il collo può guardarsi intorno ed iniziare ad osservare e a catalogare oggetti e nomi e ad accumulare stimoli a cui poi collegherà sensi, suoni e pensieri. Tutto questo è, sin dai primissimi mesi di vita, la lettura.

Il libro a fisarmonica in questa fascia risulta particolarmente congeniale innanzitutto perché sta in piedi da solo per lasciarsi guardare, ma anche perché si presta ad una lettura senza soluzione di continuità non essendovi tra le immagini, come non vi è nelle capacità cognitive del cucciolo d’uomo nei primi mesi di vita, un motivo di causalità. Il bianco e nero, che a tanti adulti fa specie e “tristezza” e che tanti problemi per questo pone al mercato editoriale, è invece congeniale agli occhi del neonato che lo preferiscono per il livello di contrasto e di decifrabili.

Inoltre, come abbiamo visto tante volte, vi rimando anche al mio corso on line Libri 0-3, per i piccoli è essenziale che non si affastellino immagini, che non ci siano dettagli non necessari e che le immagini siano ben definite su uno sfondo stabile. Questo libro di Tana Hoban, come in generale il suo lavoro, è anche da questo punto di vista esemplare.

Ma veniamo a quello che era il primo dei due punti necessari secondo me per la salvaguardia della vita, senza distinzione di specie: la conoscenza che porta la costruzione del pensiero critico dell’individuo. Se è stato dimostrato che il divario sociale e culturale risiede in un gap linguistico che si accumula nei primi 3 anni di vita, e se stiamo alle più recenti ricerche sullo sviluppo del pensiero e sul mantenimento dell’elasticità cerebrale che sono alla base dell’esercizio del pensiero critico che distingue l’essere umano dalle altre specie, il nominare le cose, il riconoscerle e poi, nel tempo, l’inferire e il dedurre relazioni tra di esse è il primo essenziale passo perché l’essere diventi umano e perché il suo essere umano corrisponda ad un riconoscimento ed una responsabilità verso l’altro da sé, qualunque esso sia. Altro essere umano, altro animale, vegetale, oggetto inanimato che sia.

Leggere è strutturarsi come esseri pensanti dotati di arbitrio libero e critico; leggere da piccolissimi è osservare e nominare; osservare e nominare è la base del conoscere e rispettare; conoscere e rispettare è la base per preservare il mondo e se stessi ogni giorno, non solo il venerdì!

Teste Fiorite