Voi siete il fuoco

Voi siete il fuoco. Storia e storie della scuola di Vanessa Roghi edito da Einaudi Ragazzi nella bella collana “Presenti passati” è un libro che vi sorprenderà, decisamente interessante ed originale sia per contenuto che per modalità di narrazione.

(Se vuoi il post te lo leggo io, basta andare sul podcast di teste fiorite, arriva in fondo alla pagina!)

Perché?

Provo a spiegarvelo subito.

Vanessa Roghi è una storica ed è una storica appassionata di microstoria, ovvero di quelle storie minuscole che non restano nei libri di scuola ma che la Storia l’hanno fatta, una per una, con le loro vite individuali che entrano nei cambiamenti collettivi. Il tentativo interessante della Roghi in questo libro è quello di raccontare un po’ la Storia della scuola andando avanti e indietro tra le storie di grandi Maestri e protagonisti della storia con la S maiuscola, da Rousseau a Dewey alla Montessori a Don Milani ed altri, alle microstorie di chi – come le bambine, come le sue nipoti, come tutti i ragazzi e le ragazze che tengono un diario e che ogni giorno vanno a scuola – la scuola l’ha vissuta da dietro e non davanti il banco.

Una metafora ed una idea portano avanti l’intera narrazione in cui l’autrice si racconta ai lettori, a partire da sua figlia e dalle nipoti, direttamente: la metafora è quella di una coperta fatta fatta dalla stessa Roghi in un laboratorio a scuola, una scuola particolare, la sua. L’idea è quella della scuola come società in miniatura.

Quello che accade dentro la classe rispecchia l’idea di società che ha colui che insegna. […] Se la scuola funziona bene, anche la società funzionerà bene.

Lo so che a questo punto la tentazione di mettersi le mani nei capelli e pensare che siamo messi male potrebbe essere forte ma questo libro non è fatto, non solo almeno, per evidenziare i punti deboli, ma soprattutto per evidenziare il punto di forza della scuola che, come sembra evidente sin dal titolo, non sono gli insegnanti bensì gli studenti di tutte le età. Sono loro il fuoco, il centro, il nucleo e il motore attorno a cui la scuola deve ruotare, non vi pare?

Ovviamente questo necessita di insegnanti pronti al compito ma il focus cambia se mettiamo l’attenzione a chi sta dietro o davanti alla cattedra no?!

Verso la fine, riprendendo il lavoro della Bigiaretti, la Roghi riporta i punti di cui il docente e gli allievi devono tener conto entrando in classe, e sarebbe proprio bello che ogni classe li avesse affissi non dentro l’aula ma a fianco alla porta d’ingresso, ve li riporto di seguito:

Il maestro si impegna:

1- a depositare presso il bidello, prima di entrare in aula, il bastone, l’ombrello, i nervi e qualsiasi personale malumore;

2- a non urlare “Silenzio!” più di una volta a settimana

3- a permettere e a favorire gli scambi culturali tra i suoi allievi, anziché costringerli a rompere tra loro i rapporti diplomatici per la durata della lezione;

4- a risolvere le questioni disciplinari con la discussione, senza ricorrere all’autorità dell’Onu o della direzione scolastica;

Dal canto loro gli scolari si impegnano:

1- a considerare il signor Maestro un alleato, e non un nemico e quindi ad astenersi dall’affiliargli dei soprannomi;

2- a collaborare in ogni modo con il maestro e tra loro perché la scuola sia un laboratorio attivo e allegro e non tetra prigione;

3- a parlare soltanto quando hanno qualcosa di utile da dire;

4- a non tacere se hanno qualcosa di sensato da dire.

Le parti contraenti discuteranno una volta ogni trenta giorni l’applicazione del presente accordo.

Come vedete si tratta di un vero e proprio contratto che stabilisce le regole per il funzionamento della società civile in miniatura che la classe rappresenta.

L’avevate mai pensata così?

Sono sicura di sì e tuttavia leggerlo nero su bianco e proporre una riflessione di questo tipo sulla scuola a scuola rendendo studenti e studentesse partecipi di questa storia e di questo confronto in cui entra a pieno titolo e con pari dignità anche la loro storia individuale presente credo sarebbe e sarà una bella opportunità per tutti coloro, insegnanti, che sapranno coglierla e di conseguenza per tutti i ragazzi perché sono loro, il fuoco della scuola e della società!

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