Chiedimi cosa mi piace

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

“Chiedimi cosa mi piace”

Età: dai 4 anni
Pagine: 40
Formato: 28.8 x 23.5
Anno: 2016
Editore: Terre di Mezzo
Autori: Suzy Lee e Bernard Waber

Oggi in cartella un albo illustrato che avevo acquistato parecchio tempo fa, all’ultima Children’s Book Fair di Bologna.

Dico questa cosa ai miei alunni e mi guardano sbalorditi…

“Davvero tu hai preso questo libro pensando a noi, tanto tempo fa?”
“Sì!” rispondo.
“Proprio per noi?”
“Sì!” rispondo.
“Dai… forte!!”

Lo avevo preso per tempo e aspettavo sempre il momento giusto per leggerlo.

Volevo leggerlo in autunno, la copertina mi ispirava proprio l’idea di un bel libro autunnale, anche se di autunno non si parla da nessuna parte…
Nell’albo illustrato accade proprio questo, parole e immagini si completano a vicenda, ma non dicono mai la stessa cosa, eventualmente parlano per sinonimi. Trovo questa possibilità di interpretazione, questo spazio, questo spiraglio riservato al pensiero, alla fantasia, alla libertà, una grande opportunità per il lettore che può così partecipare attivamente. Un libro senza un lettore non sarebbe lo stesso, probabilmente non avrebbe senso di esistere.

In questo libro c’è un papà e c’è una bambina.

La bambina sembra piccola ma non si riesce a darle un’età, perché l’età nelle relazioni è relativa, dipende solo da come ti senti e con chi sei. Questo albo illustrato offre la possibilità di entrare in un dialogo, in uno spazio privato, un momento speciale, un’evoluzione di parole e gioco rassicurante, non nuovo… e questa situazione è sicuramente capitata anche a noi.

Mi appoggio alla cattedra, apro lo zaino, prendo il libro e… cala il silenzio.

Leggo il titolo: “Chiedimi cosa mi piace
Alzo gli occhi e li guardo.
Mi guardano e simultaneamente dicono: “Cosa ti piace?
Sorrido.
Apro la copertina. Risguardi… ci sono illustrati un papà e una bambina che si preparano per uscire.
Volto pagina e…
…papà e bambina sono appena fuori l’uscio di casa.

Curioso: un libro che come prima cosa ti fa uscire. Uscire fuori. All’aperto.

E leggo di nuovo: “Chiedimi cosa mi piace?”

E loro: “Cosa ti piace?
Sorridono…
Sorrido…
Davvero basta poco per entrare in questo libro, come un potente gioco di ruolo.
Volto pagina.
Subito notano il testo scritto in due differenti colori.
“Chiara in nero è quando parla la bambina e in blu quando parla il papà?”
“Sai cosa maestra, i disegni assomigliano a quelli del silent book “L’onda”, è lo stesso illustratore? Li ho riconosciuti perché ce l’ho a casa”

Inizio a leggere…

Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piacciono i cani.
Mi piacciono i gatti.
Mi piacciono le tartarughe.

Il libro continua così, pagina dopo pagina, mi piace dopo mi piace.
Succede spesso che i bambini chiedano le stesse cose. Conoscono già la risposta, ma hanno bisogno di risentirla.
Una dialettica scontata ma cercata dai bambini, a volte anche dai grandi, perché rassicura.

Anche le mamme chiedono spesso le stesse cose…

“Hai freddo?”


“Sicuro di non aver freddo?”

Anche i miei alunni ogni giorno mi chiedono: “Andiamo in giardino?”.
Eppure lo sanno che a ricreazione se il tempo lo permette andiamo in giardino.

Che altro ti piace?
Mi piacciono le bestioline.
Gli insetti?
No, le bestioline.
Mi piacciono le farfalle.
E le bestioline luminose.
Le lucciole?
No, le bestioline luminose.”

Continua così… mi piace dopo mi piace.

Poi c’è un passaggio interessante.

Cosa succede giovedì prossimo?
Cosa?
È il mio compleanno. Lo sai.
E come potrei dimenticarmene?
Non puoi.
Non posso cosa?
Dimenticarti il mio compleanno.
Neanche tra un milione di anni potrei dimenticarmi del tuo compleanno.
E tra un miliardo di anni?
Neanche tra un miliardo di anni.
Così va meglio.

Interessante la reazione suscitata nei bambini dal dato matematico, dalla percezione della quantità. A quanto corrisponde. Quale cifra vale di più.
E poi il guastafeste che dice…
“Beh, neanche ci saremo più tra un miliardo di anni.”
Fine dei commenti.

Verso la fine del libro si rientra a casa e si è pronti [si è pronti?!?] per uscire dal libro.

Commenti a caldo…

“Bello…”
“Bellissimo…”
“Chiara, ora ci dici cosa ti piace?”
“Lo rileggiamo anche domani?”
“Poi lo lasci a disposizione per vederlo?”
“A me è sembrato un po’ insensato, dice sempre le stesse cose…”

“Vi è sembrato un libro da piccoli?” chiedo.

“Nooo…”
“In realtà va bene per tutti secondo me… io faccio un gioco simile con mia mamma”
“Anch’io… è un dialogo dove uno chiede perché e l’altro non deve mai rinunciare a spiegare altrimenti ha perso…”
“Io invece ne faccio uno al contrario e non si può mai dire perché…”
“A me sono piaciuti i disegni”
“Anch’io a volte faccio quella cosa di sera, ma non è un gioco per me… faccio davvero… intendo le “storie” per dormire, la porta aperta ecc. ah ah… faccio proprio così, sembravo io”

“E adesso cosa facciamo?” chiedo io.

“Scriviamo?”
“Disegniamo?”
“Chiara, fai anche tu?”
“Chiara, posso scrivere cosa non mi piace?”

Curioso… è più facile dire cosa non piace che dire ciò che piace.
Ed è così per tutto. Viene più facile vedere i difetti rispetto ai pregi. Quando uno fa qualcosa che non va bene rispetto a una gentilezza. Eppure partire dai punti di forza dei bambini, ma non solo, anche della scuola in generale è un buon punto di partenza.

Dopo la lettura quindi viene il momento della scrittura.

Ho lasciato un tempo per la generazione di idee, tipo brainstorming, ognuno sul proprio foglio.
Ovviamente anch’io ho svolto l’esercizio.

Tra tutte le idee, parole, i propri “mi piace…” dovevano poi cerchiare i migliori. Questi sarebbero serviti per creare la bozza rispondendo a una serie di domande scritte da me alla lavagna che riprendevano le domande del libro. Una sorta di scrittura a ricalco. Infine la bella copia o stesura definitiva e un’illustrazione di accompagnamento, mantenendo la stessa tecnica di Suzy Lee. Il compito era di provare a disegnare con le cere senza prima fare il disegno a matita e, anche per il disegno, come per le parole, prima decidere cosa disegnare, poi passare all’azione.

Per i bambini di oggi è fondamentale distinguere i due momenti di pensiero e azione in quanto spesso sono abituati ad agire di impulso, subito, senza prima pensare e soprattutto senza pensare alle possibili conseguenze di un’azione piuttosto che un’altra. Questo modo di lavorare che per alcuni aspetti prende spunto dal metodo WRW (writing and reading workshop), ma che ancora non riesco ad applicare a regola d’arte, mi piace perché rispetta i tempi di ciascun bambino e le sue capacità. Dà la possibilità di far emergere il potenziale di ognuno e dà l’occasione di apprezzare se stesso per il lavoro fatto alimentando la fiducia in sé, la motivazione ad apprendere e il senso di autoefficacia. Tutti aspetti fondamentali per crescere come mi insegnava la professoressa Lucangeli ai tempi dell’università e insegna tutt’ora. Le buone prassi sono una costante anche nella società liquida in cui viviamo.

Ecco la traccia:

Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace? ………………
Che altro ti piace? ………….
Cos’altro ti piace? ………
Cos’altro? …….
Ti piacciono i coni gelato? …………….
Che ne dici di un ultimo mi piace? ……..

Chiedimi 1

Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piace il calcio
perché è bellissimo.
Puoi guardarlo.
Puoi giocarlo.
Che altro ti piace?
Mi piace dormire, è superbello
Sotto le coperte calde
Peccato che poi la mamma ti sveglia
Perché è ora di andare a scuola.
Cos’altro ti piace?
Mi piacciono i lego.
È incredibile che da dei pezzi di plastica
Si possano fare delle costruzioni così belle.
Cos’altro?
Mi piace andare in barca
Con mio papà
Perché la laguna di Venezia è magica.
Ti piacciono i coni gelato?
Ovviamente
Mi piacciono un sacco!
Il mio preferito è al cioccolato.
Che ne dici di un ultimo mi piace?
Mi piacciono un sacco le torte di mele
Che fa mia mamma
Sono buonissime!

Chiedimi 2

Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piace ballare
Mi piace cantare
Mi piacciono i film
Che altro ti piace?
Mi piace andare sullo skateboard
Mi piace dormire
Mi piace cucinare
Mi piace la scuola
Cos’altro ti piace?
Mi piace saltare sulle pozzanghere
Cos’altro?
Mi piace volare
Mi piacciono le fate
Ti piacciono i coni gelato?
Mi piace il gelato.
Mi piace la coppetta gelato.
Che ne dici di un ultimo mi piace?
Mi piacciono le barche.
Mi piace tanto andare in barca
.

Chiedimi 3

Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piacciono le tartarughe
Mi piacciono le tigri
Mi piacciono i bambini
Che altro ti piace?
Mi piace guardare il cielo
Mi piace guardare le nuvole che cambiano forma
Mi piace guardare le stelle quando il cielo è buio buio
Cos’altro ti piace?
Mi piace il vento quando è fresco e ti scompiglia i capelli e le idee
Mi piace la pioggia quando è leggera, quando è forte e ti lava i pensieri
Mi piace il sole, il sole dopo la pioggia quando torna il bello
Cos’altro?
Mi piace camminare sopra le foglie secche
Mi piace sentire quando fanno crick crock
Mi piace camminare a piedi nudi sull’erba
Che altro ti piace?
Mi piace dormire, dormire di gusto
Mi piace ridere, ridere di gusto che ti fanno male gli addominali
Mi piace leggere un libro bello che ti fa dimenticare dove sei
Ti piacciono i coni gelato?
Mi piacciono i coni gelato.
Mi piacciono i coni gelato, mi piacciono moltissimo
Mi piacciono i coni di biscotto croccante con il cioccolato sulla punta
Che ne dici di un ultimo mi piace?
Mi piace il cioccolato e mi piace il caffè
Anzi adoro il cioccolato assieme al caffè
Mi piace un muffin gigante al cioccolato assieme al caffè

È difficile scegliere quali lavori riportare… mi piacciono tutti.

Chiedetemi perché mi piacciono.
Perché ti piacciono?
Perché sono tutti diversi.

E mi piace l’idea di poter far scrivere un testo senza creare panico (“E adesso cosa scrivo?”).
Tutti hanno tanto da dire, tanto da scrivere. Basta solo indicargli come.
Poi le parole vengono da sé.

Teste fiorite