Guarda il gatto

A volte l’apparenza inganna, così ci viene detto sin da bambini… ma a volte sono invece le parole, ad ingannare… Cosa accade se e quando il testo contraddice l’immagine e viceversa?

Proviamo a vederlo insieme a questo piccolo divertente libro: Guarda il gatto di David LaRochelle, illustrato da Mike Wohnoutka edito da Biancoenero in alta leggibilità.

sottotitolo: tre storie su un cane.

Le tre storie sono “Guarda il gatto” Guarda il serpente” e “Guarda il cane”.

La prima ci introduce nel gioco narrativo, la seconda ci rassicura sul fatto che l’abbiamo compreso bene, la terza ribalta un po’ la situazione ma lasciate che vi spieghi un attimo con calma di cosa si tratta.

Max è un cane che cerca di fare un pisolino, viene però continuamente disturbato dalla voce narrante fuori campo che ci presenta animali che non son Max e spinge la storia a prendere delle pieghe che non solo Max non riconosce ma che lo mettono in pericolo. Quando la voce narrante avvisa che sotto il cane c’è un serpente blu molto arrabbiato che lo sta per mordere, Max arriverà persino (meno male) ad intervenire sul testo stesso del libro per aggiungere un NON una particella di discorso utile a salvarsi la vita.

Il libro prosegue per le tre storie con un botta e risposta tra personaggio e narratore in cui l’uno è a conoscenza delle caratteristiche dell’altro e porta alle estreme conseguenze le potenzialità della sua funzione datagli dalla comunicazione narrativa. Max il cane sa benissimo di essere in un libro e dopo il primo giochino del narratore che lo mette in imbarazzo davanti al pubblico facendolo arrossire capisce l’antifona e prima interviene direttamente sul testo, e poi, nella terza storia, minaccia di abbandonare il libro.

Cosa accade se il protagonista lascia il libro?

Che nessuno lo legge naturalmente, e il libro è come se non esistesse… e questo basta a convincere il narratore a smettere di fare lo scemo e a lasciare il cane in pace al suo riposino.

Questo piccolo libro mette in scena, in maniera tanto semplice quanto efficace, due componenti importanti del linguaggio narrativo: la metanarrazione e l’ironia.

La metanarrazione è il riflettere della storia su se stessa, l’utilizzo degli elementi narrativi non in maniera propria ma, appunto, metanarrativa; l’ironia è la capacità di far sorgere almeno un sorriso nel lettore ed in questo caso si scatena grazie proprio alla componente metanarrativa che permette a testo e immagine di dialogare e di contraddirsi sorprendendo il lettore.

Guarda il cane è un libro simpatico, Max è simpatico e il narratore è tutto sommato uno che ad un certo punto l’antifona la capisce e lascia Max in pace. Un libro che piacerà molto ai piccoli e giovani lettori e lettrici ed anche un libro su cui si potrà lavorare in maniera interessante e non didascalica sulle potenzialità della narrativa e il riconoscimento delle funzioni narrative, senza ovviamente che nessuno venga ammorbato da nozioni e lezioni ad hoc che rovinerebbero il libro, ma “semplicemente” sollevando e conducendo una condivisione di pensieri dopo la lettura.

E a questo punto non vi resta che guardare il cane!

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