Ritorno all’Eden: un concentrato di Paco Roca!

La rubrica “Noccioline” esce l’ultimo martedì del mese, è dedicata al fumetto e al graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

Per me ogni volta che esce un nuovo libro di Paco Roca è una gioia, ma devo dire che questo mi ha colpita particolarmente! Ho ritrovato in Ritorno all’Eden tutto quello che avevo incontrato fin ora leggendo Paco Roca. La delicatezza narrativa di questo autore sta volta ci porta nella Spagna post seconda guerra mondiale e, attraverso il punto di vista di una ragazza, ci racconta come si è vissuto in quell’epoca. In particolare, che ruolo aveva la figura della donna.

La memoria familiare

Fondamentale in ritorno all’Eden è il tema della narrazione e della memoria: un aspetto che mi ha riportata a pensare a Rughe. La giovane protagonista all’inizio del libro è già ormai anziana e noi lettori veniamo a conoscenza della sua storia familiare grazie ad una foto. La foto è tutto ciò che le è rimasto di quell’infanzia e non se ne separa mai.

Durante la lettura di quella foto impareremo a conoscere ognuno dei personaggi. Ogni capitolo è dedicato ad un membro della famiglia e ci permette di conoscere aspetti diversi della vita della protagonista. Dai complessi di inferiorità del padre, alla continua ribellione della sorella maggiore, di capitolo in capitolo mettiamo insieme tasselli della personalità della famiglia, ma allo stesso tempo iniziamo a comprendere meglio la burbera anziana che abbiamo incontrato all’inizio del libro.

La memoria storica

Quella che viene presentata è una vita fatta di rinunce e compromessi, soprattutto per le donne. In quadro storico presentato è proprio quello della difficoltà a ricominciare. Nessuno riesce a staccarsi dalla famiglia d’origine per diversi motivi. Quindi famiglie numerose si trovano a vivere tutte sotto lo stesso tetto, con tutte le conseguenze che questo può portare.

La famiglia è tutto per la protagonista: è un’ancora di riferimento, è l’unico luogo da cui apprende la sua cultura. La povertà e la chiusura mentale della sua famiglia finiscono per proiettarsi anche su di lei, che finisce per avere un approccio molto ingenuo alla vita. Nessuno ha infatti tempo di educarla, ma solo di insegnarle a diventare una donna che possa essere utile in casa e una buona moglie in futuro.

La memoria autobiografica

Infine in Ritorno all’Eden incontriamo anche aspetti autobiografici, perché la protagonista di questo libro è la madre dell’autore. Devo essere sincera, questo l’ho scoperto dopo aver letto il fumetto, credevo che la foto fosse solo un pretesto narrativo, non uno spunto reale. Però durante la lettura non potevo fare a meno di sentire le stesse atmosfere del suo La casa. Mentre leggi il libro riesci a sentire che quello che hai per le mani è ben più che un racconto storico. Ne ho avuto la conferma leggendo la descrizione del libro e lì sono riuscita a dare maggior senso a quello che avevo letto.

Questo fumetto è memoria storica, familiare, ma allo stesso tempo anche autobiografia. Ho ritrovato in Ritorno all’Eden, tutte le sfaccettature di Paco Roca che avevo già incontrato negli altri suoi libri, ma amalgamate in un modo nuovo.
Ritorno all’Eden è un libro che non solo ci permette di conoscere un aspetto della storia della Spagna, ma anche di riflettere sul tema del ricordo. Tutti abbiamo almeno un oggetto che ha il potere di riportarci nel passato. Quanto di quello che ricordiamo è reale? Quanto invece è stato aggiustato dalla nostra mente negli anni? Ma soprattutto, per noi è più importante il ricordo o il fatto reale?

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