I fumetti che ho scoperto (in ritardo) quest’anno

La rubrica “Noccioline” esce l’ultimo martedì del mese, è dedicata al fumetto e al graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

Grazie alla popolarità che il fumetto ha in questo periodo, stanno cominciando ad uscire moltissime ristampe di classici. Quest’anno ho dedicato un po’ di tempo a (ri)scoprire qualche titolo.
Il bello di questi fumetti è che non invecchiano e, anche se magari hanno orami 40 anni, continuano ad avere qualcosa da raccontare. Ma soprattutto, continuano ad essere contestualizzabili nel presente, a permetterci riflessioni e approfondimenti sia sulla storia del fumetto, ma anche su noi stessi e la nostra società.
Riassumo qui i titoli che più mi hanno colpita, con l’aggiunta finale di un piccolo extra che non ho ancora finito di leggere, ma che merita decisamente di essere menzionato.

Le Rose di Versailles di Ryoko Ikeda (J-Pop)

La recensione per questo fumetto è credo la più lunga che io abbia mai scritto qui su Teste Fiorite. Questo di per sè già la dice lunga riguardo a quanto sia ricco di contenuti. L
Però, la cosa che più mi ha colpita quando ho postato la recensione, è stato il feedback di voi lettori. Mi ero concentrata sull’aspetto storica e sulla critica alla società patriarcale, ma non mi sono resa conto di quanto spazio avrebbe dovuto avere il fatto che il fumetto (e l’anime) hanno avuto un forte impatto sulle nostre generazioni. Il sono menzionarne il titolo ha avuto un potere inaspettatamente evocativo. Ed ecco che lo avevo già letto, già recensito, ma ancora una volta la nostra Lady Oscar è riuscita a stupirmi. Non potevo quindi non menzionarla per prima nella lista dei fumetti che mi hanno più colpita quest’anno

illustrazione di oscar e maria antonietta

Lo scontro quotidiano (+ Ritorno alla terra) di Manu Larcenet (Coconino press)

Manu Larcenet per me è stata la scoperta dell’anno (più che altro dell’acqua calda, considerata la popolarità dell’autore!). Lo scontro quotidiano è un libro che mi ha colpita tantissimo, che ho divorato, ma che dovrò riprendere assolutamente in mano per conoscerlo meglio. La psicologa che è in me è impazzita a leggere tutte le sfaccettature della psiche e del comportamento umani espressi in questo libro. Di questo però vi ho già parlato nella recensione.
La cosa che più mi ha divertito è stato leggere successivamente Ritorno alla terra. Questo libro è una raccolta di strisce umoristiche autobiografiche, ma c’è davvero tantissimo di quello che si legge ne Lo scontro quotidiano. Eventi molto simili vengono raccontati in chiave completamente diversa, complice anche Jean-Yves Ferri, che ha sceneggiato il fumetto, portando tutta una nuova prospettiva sugli eventi.
Il tema della narrazione di uno stesso evento in modi diversi è davvero molto psi e credo che un giorno dovrò per forza mettere insieme un post più approfondito su questi due titoli. Voi che dite?

Maus di Art Spiegelman (Einaudi)

Erano anni che aspettavo una ristampa divisa in due libri e finalmente Einaudi quest’anno l’ha pubblicata!
Questo titolo in realtà lo avevo letto molto tempo fa e ve lo avevo già citato qui, perchè non si può parlare di Graphic Journalism senza parlare di Art Spiegelman e del suo Maus. Ho voluto inserirlo comunque nel mio bilancio dell’anno perchè dopo tutto questo tempo l’ho letto con occhi diversi ed è stato quasi come leggere un altro libro. E’ un libro che mette un’ansia incredibile: il padre non ha omesso nessun dettaglio della sua vita e l’autore ha reso in modo perfetto, e quindi terribilmente cruento, quanto è accaduto durante la seconda guerra mondiale. Ma proprio per questo è un gran libro.
Non mi stancherò mai di dire che titolicome questi possono essere validi strumenti per capire la storia, oltre che imparare una lista di eventi a memoria. Qui si vede la storia con gli occhi di chi l’ha vissuta.

Bone di Jeff Smith (Bao Publishing)

Ed eccoci giunti al mio piccolo extra. Bone è un librone di più di 1300 pagine, quindi me la sto prendendo abbastanza comoda con la lettura: ammetto di non averlo finito.
Dovevo però inserirlo nella lista delle scoperte di quest’anno perché per me è stato davvero una sorpresa.
Lo avevo sempre ignorato in quanto fantasy (non ho una grande passione per il genere), ma per il resto non avevo idea di quale fosse la storia, lo stile di disegno, ma neanche di quale fosse la mole (giuro, l’ho ordinato in fumetteria e ho preso paura quando l’ho visto!).
Beh, contro ogni aspettativa, Bone è sì un fantasy, ma ha un’atmosfera comica e accogliente. Ha tutti gli elementi “canonici” del fantasy, ma è proprio il modo con cui è narrata la storia che ti coinvolge. In fatti il problema con libri come questo è che pensi di sederti una mezzoretta a leggere, invece ti torvi che è passata un’ora e mezza e hai letto 300 pagine.
Non so se sono in grado di recensire un libro così grosso, ma quando lo finirò ci farò un pensierino.

Gli anni scorsi mi ero sbizzarrita nei post di fine anno con consigli di regali, classifiche e cose simili. Quest’anno ho voluto chiudere facendo un po’ di bilancio delle mie letture. Quando riscopro titoli classici o molto popolari, sono contenta di riuscire a guardarli ancora con lo stupore che ho avuto alla prima lettura dei peanuts a 10 anni. A volte ci faccio un po’ la figura della scema a parlare con tale entusiasmo e ingenuità di titoli che sono stati sviscerati e riproposti in tutte le maniere possibili, però meglio così. Spero di non arrivare mai al punto in cui nessun titolo avrà più il potere di stupirmi. Chissà, magari oltre a me c’è anche qualcuno di voi che non conosceva questi fumetti e li ha scoperti grazie al post!
Vi auguro un anno felice (quindi pieno di fumetti)!

Teste fiorite Cookie Consent with Real Cookie Banner