La signora Lana e il mondo oltre il mondo

Tutto era cominciato, due libri fa, con una misteriosa tata che fa la cioccolata calda più buona del mondo e che capita nella casa di due bambini, Merle e Moritz. Tutto si conclude qui in La signora Lana e il mondo oltre il mondo, terzo volume della trilogia di Jutta Richter, tradotta da Bice Rinaldi, con le illustrazioni di Günter Mattei, edita da Beisler (se vi interessa trovate qui la recensione al primo volume).

Se state cercando un libro fantastico, nel senso letterale del termine, ovvero intriso di genere fantastico in ogni sua accezione possibile, allora la La signora Lana è la lettura che fa per voi! Qui siamo in una storia a cavallo tra due mondi: il nostro, quello reale, in cui vivono i due bambini protagonisti, la loro mamma e il loro papà (il papà almeno sia a quando non se n’è andato di casa in maniera misteriosa lasciando loro solo una radio da cui ascoltare le trasmissioni condotte da lui); e quello di Fanciullopoli, un mondo la cui porta d’entrata appare e scompare, da cui uscire non è affatto detto che sia facile e la cui permanenza non è affatto detto che sia…piacevole, tutt’altro.

Come, un mondo fiabesco, fanciullesco, pensato e creato per i fanciulli, o almeno così sembrerebbe, in cui il male può regnare tanto quanto il bene? Sì, a fanciullopoli non è tutto dorato come sembra, anzi, ci si può restare incastrati e rischiare la vita, ci si può perdere e aver bisogno di amuleti e cioccolate salvifiche per uscirne vivi… e ci si possono restare incastrati anche adulti… diciamo anche dei papà…

Ma non ho alcuna intenzione di entrare nella trama né di svelarvela, questo intreccio è troppo complesso e significante di per sé per essere così impunemente spoilerato, non vi pare?

Invece quello che vorrei dirvi è cosa mi è saltato agli occhi durante la lettura di questo ultimo volume e che invece mi era proprio sfiggito con i primi due, forse è una mia suggestione interpretativa, chissà, ditemi voi, dopo averlo letto!! La signora Lana, regina di Fanciullopoli scacciata dal suo stesso regno, alter ego di Nuvolana Wolkenstein, mi è finalmente apparsa come una nuova, una ritornata, un po’ invecchiata ma lei…. Mary Poppins e provo a spiegarvi il perchè di questa sensazione che chissà se davvero ha guidato l’ispirazione della grandissimi Tutta Richter.

Non si tratta naturalmente “solo” del ruolo di Tata che Nuvolana condivide con Mary, si tratta della relazione con un mondo magico che non ha segno negativo né positivo, è così come è anche se in realtà nei libri della trilogia della Richter poi Fanciullopoli riprenderà il proprio status e scaccerà il male. Si tratta anche del modo e del momento in cui Nuvolana, come Mary, interviene nella vita familiare dei bambini: abbiamo un padre da salvare, metaforicamente in Mary Poppins (non pensate naturalmente al film ma ai tanti libri della saga), in senso letterale (se così si può dire in una trilogia fantastica, nella storia di Nuvolana. Nuvolana, come Mary, resterà nella vita dei bambini fino a quando la situazione familiare non si sarà riequilibrata e nel frattempo sarà lei a farsi carico della tutela psicofisica dei bambini, anche quando si avventurano coraggiosamente quanto incautamente nei meandri di un mondo che potrebbe trattenerli e non lasciarli mai più.

Non mi soffermerò su altri livelli interpretativi, alcuni molto evidenti, altri più ricercati… come è proprio del genere fantastico nella trilogia de La signora Lana quella che viene costruita è una intera metafora vitale, la lotta tra il bene e il male, certo, ma in questo caso anche fortissima la lotta tra il crescere e il restare bambini, una lotta che in qualche modo si vince solo se un pochino si perde. Ma come tutte le trilogie fantastiche che si rispettino non è necessario ricercare tutto questo, non serve andare a interpretare o a sovrinterpretare, questo è il compito di chi fa il mestiere noioso come il mio di cercare sensi oltre le storie, come i mondi oltre il mondo in cui vanno a cercare Merle e Moritz; come tutte le buone Sage fantastiche che si rispettino possiamo “solo” lasciarci andare all’avventura fantastica della lettura, provare paura quando sarà da provarla e sollievo quando arriverà il sollievo e vi assicuro che riuscirete anche a sentire molto distintamente il profumo squisito della cioccolata di Nuvolana!

p.s. Scusate ma volevo segnare anche la possibilità di poter godere di questa narrazione anche in versione audio grazie al qr code che vi porterà nel programma leggi e ascolta di Beisler, ottima e lodevolissima proposta editoriale!

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