La notte degli zefirotti

Gli imperdibili di teste fiorite

Esistono dei libri, in questo caso dei libri a figure, imperdibili?

Ebbene sì, ne esistono, e quelli che vi propongo nella serie di post chiamati “Gli imperdibili”

sono proprio i 10 albi illustrati imperdibili secondo teste fiorite!

Attenzione: tra questi 10 non troverete i “classici” perché la selezione è stata operata tra opere più contemporanee.

Claude Ponti è uno di quegli autori in cui perdersi e ritrovarsi, di cui non poter fare a meno ed è davvero difficile decidere quale dei suoi libri mettere tra questa serie di 10 libri a figure imperdibili relativamente recenti. Alla fine mi sono risolta per quello che forse è per alcuni versi il mio preferito di Ponti: La notte degli Zefirotti edito da Babalibri.

Perché gli Zefirotti?

Perché per me qui c’è la summa di quasi tutte le poetiche e tematiche che stanno a cuore a questo autore straordinario che è Ponti, benché una delle capacità di Ponti sia proprio quella di creare dei microfoni che si richiamano e rincorrono e determinano a vicenda libro dopo libro; ma andiamo con ordine e partiamo dalla trama, se così si può dire.

Questa storia si svolge tra mezzanotte e cinque e mezzanotte e cinque, il narratore è BonoMabò, il peluche preferito di Adele, come lui stesso si presenta nella prima riga. Adele è la bambina che viene scelta come colei che può salvare Parigi e quindi il mondo intero dall’attacco dell’erbamala. La bambina (che è proprio quella Adele dell’Album d’Adele, la figlia di Ponti, è l’unica che può accedere al sottofondo che controlla la vita di Parigi e quindi passare dal suo essere umana al mondo degli Zefirotti. E qui viene il bello: chi sono gli Zefirotti? Sono delle piccolissime creature che vivono in qualsiasi parte interna di qualsiasi edificio o strada o albero ecc. e che tengono la città di Parigi in piedi, si perché dovete sapere che Parigi, ma possiamo benissimo pensare che questo accada per qualsiasi città, è letteralmente gonfiata, tutto sta in piedi perché gli Zefirotti costantemente insufflano aria, persino i semafori e i pali della strada sono tenuti su dagli Zefirotti. Ora, si dà il caso che l’erbamala, che vediamo spesso comunemente crescere sulle facciate dei palazzi, abbia il potere di soffocare le città e quindi di portarle invaderle completamente portandole alla distruzione. Il compito degli Zefirotti in questa notte eccezionale è quella di trovare l’unica bambina che può compiere la missione, Adele, e creare l’antidoto per l’erbamala e salvare Parigi.

Più facile a dirsi che a farsi, direi, Adele e gli Zefirotti ce la faranno e Parigi sarà salva, naturalmente, ma a questa idea particolare, come sono tali tutte le narrazioni di Ponti, si associa necessariamente una narrazione eccezionale che procede per parole e immagini portandoci nel mondo nascosto degli Zefirotti grazie al privilegio di poter leggere la storia raccontata da BonoMabò.

Anche in questo libro l’ipercitazionismo è iperpresente, Ponti è un autore dedito legato al postmoderno e benché mi pare che questa sua inclinazione si esprima al massimo nelle storie di Biagio e del mondo dei pulcini, anche ne La notte del Zefirotti si fa sentire soprattutto nell’incipit nell’explicit, le due tavole apparentemente identiche (ma vi suggerisco di usarle per fare il gioco di trovare le differenze) in cui siamo nella stanza di Adele e nel caos assoluto regnante possiamo trovare tutti i libri per bambini e tutti i protagonisti cari al mondo immaginifico di Ponti (molti dei quali troveremo anche in Biagio e il castello di compleanno).

Claude Ponti ha la capacità di creare dei mondi che sono dei sistemi complessi e articolati in cui tutto funziona secondo logiche proprie, questo è il mondo degli Zefirotti ma c’è anche quello dei pulcini, quello dei Tuim de la mia valle, e poi c’è il mondo reale che riesce ad entrare in relazione a questi mondi in forme speciali, tutte che hanno a che fare con elementi d’infanzia. Tutti i mondi di Ponti sono metafore d’infanzia e proprio come i giochi infantili la caratteristica principale è quella della moltiplicazione delle cose e delle situazioni oltre alle logiche ferree e talvolta bislacche che governano la geminazione di storie e situazioni.

Claude Ponti è un autore su cui si potrebbe restare a ragionare molto a lungo tanto è ricca sotto ogni aspetto la sua capacità narrativa, autore più che prolifico creatore di storie prolifiche che al loro interno potrebbero rigenerarsi all’infinito ed è questa una delle caratteristiche della sua scrittura e illustrazione vicina all’postmoderno. Persino quando esce dalla situazione narrativa in cui si crea un mondo specifico, penso ad esempio al Catalogo dei genitori, Babalibri, Ponti riesce comunque a costruire un contesto ampio che ci fa immaginare un prima e presagire un dopo, e non entreremo qui, per motivi di tempo ma anche di opportunità, nell’analisi dei tempi narrativi delle storie di Ponti che credo meriterebbe una bella riflessione.

Insomma credo che il modo migliore per iniziare a conoscere questo autore eccezionale e imprescindibile sia mettere il naso nei suoi libri e nelle sue storie, il formato spesso gigante dei libri ci agevola in questo, e lasciarci trasportare!

Buon viaggio!

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