Bone: fantasy per tutti!

La rubrica “Noccioline” esce l’ultimo martedì del mese, è dedicata al fumetto e al graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

Complice un trascolo infinito, sono riuscita a finire Bone di Jeff Lemire edito da Bao Publishing di dopo mesi dall’inizio (ci sono testimonianze che lo stavo leggendo già a dicembre a quanto pare!).
Nonostante la mia incredibile lentezza nel leggere, posso dire che questo fumetto, con le sue 1300 pagine mi ha entusiasmato davvero molto. C’è sostanzialmente tutto: fantasy, umorismo, romanzo di formazione, draghi, locuste e dei tipi bianchi con il nasone.

Ho intitolato il post così perchè a essere sincera a me il fantasy non è che piaccia granchè, ma quando si è tratatto di Bone non vedevo l’ora di riprendere a leggere!
Del resto non parliamo mica di un fumetto qualunque, infatti Bone ha vinto undici Harvey Awards e dieci Eisner Awards. Probabilmente non dirò oggi nulla che non si stato detto negli ultimi anni, ma ho ritenuto che questo fumetto dovesse avere un posticino tra le noccioline, perché è un libro pieno di potenziale.

Da un lato è un libro molto lungo e complesso, ma allo stesso tempo leggero e divertente. E’ stato un utile compagno nelle serate stanche in cui non avrei avuto la capacità di leggere nient’altro. Oh, non voglio passare il messaggio che sia una storiella superficiale, anzi, ma vorrei far capire che si fa leggere con una facilità incredibile. Ci sono stati giorni in cui aprivo il libro e un secondo dopo erano passati tre quarti d’ora e avevo letto 100 pagine.
Il bello di letture come queste è proprio il fatto che accompagnano il lettore per un certo periodo di tempo (forse il mio era decisamente più ungo del dovuto), è alquanto improbabile finirlo in una “seduta di lettura”. Infatti la storia originariamente è stata pubblicata in episodi, solo successivamente è diventata fruibile in un unico massellone.
Parlando di masselloni, non ti stavo neanche segnalando che esistono due versioni di questo fumetto: quella in bianco e nero (che è quella che ho io) e quella ancora più grossa e cartonata a colori (al momento vedo che non è disponibile, ma nelle fumetterie mi era capitato di intravederla).

Si ok, sono lenta a leggere e questo è un libro grosso, ma cerco si arrivare al punto e raccontare un po’ cosa mi ha colpito di più.
Chiunque abbia una vaga conoscenza delle teorie che si studiano quando si impara a fare fumetti, sa che bisogna al contempo creare un personaggio ben riconoscibile ma allo stesso tempo non troppo dettagliato per non rendere troppo difficile l’immedesimazione da parte del lettore. Bene, qui i protagonisti (i cugini Bone) sono degli omini bianchi la cui unica caratteristica particolare è il nasone. Il resto è un mondo fantasy “classico” ci sono umani, creature fantastiche e flora varia, ma in qualunque vignetta sarai in grado di riconoscere un Bone, perchè è l’unico coso bianco in tutta la scena.

Sono rimasta incredibilmente affascinata da questa storia così piena di intrecci e dettagli, ma con dei piccoli protagonisti bianchi che ricordano i personaggi delle strisce umoristiche.
E’ proprio questo il punto forte di questo fumetto secondo me: la capacità di essere un fantasy, coniugando però generi diversi che possono rendere la lettura tranquillamente fruibile a chi, come me, non è un’appassionata del genere. In quarta di copertina leggo che viene paragonato a Il signore degli anelli, ma a questo proposito sospendo il giudizio non avendo mai letto Il signore degli anelli .

Sono sempre molto contenta quando mi viene voglia di recensire fumetti che siano più adatti al target di teste fiorite: Bone infatti è lungo, ed ha anche una trama che intreccia molti personaggi, ma come “intensità” non ha nulla di diverso dai “classici” romanzi di avventura in serie che si leggono da ragazzi (e non solo).

Quindi posso dichiarare che, per una volta, sono riuscita a pescare un fumetto adatto a tutti (quelli che hanno voglia di arrivare alla fine di 1300 pagine)!

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