Estate giapponese

L’estate sta finendo e la salutiamo, prima di rientrare tutti in classe, con questo bell’inno all’estate che è Estate giapponese di Giusi Quarenghi e Mori edito da Kira Kira.

Si tratta di un piccolo libro a figure di 10 tavole più le aperture finali che come in un album di fotografie ci accompagna attraverso l’estate della protagonista e del suo gatto, dall’ultimo giorno di scuola agli ultimi di vacanza. Se lo sfoglierete vi renderete subito conto della staticità dei due protagonisti che sembrano persino sempre nello stesso punto, come se venisse cambiato solo lo sfondo, ad eccezione della tavola in cui vanno Ion bicicletta infatti (e anche in quella l’espressione di piatto è la medesima delle altre tavole), la bambina e il gatto si trovano sempre nello stesso posto e nella stessa posizione, quello che cambia è lo sfondo, proprio come se fossimo davanti a delle fotografie ricordo in cui i due protagonisti sono forse un po’ irrigiditi dallo scatto.

Nell’edizione italiana voluta da Kira Kira il libro compare con un testo che nell’originale non ha: ogni doppia tavola è infatti accompagnata da un aiuku di Giusi Quarenghi che da par suo tratteggia atmosfere più che delineare contenuti, suggerisce sensazioni mantenendo però la quasi rigidità dei protagonisti. Una forma poetica usata a mo’ di appunto diacritico per dare testimonianza di un’estate, potrebbe essere un bello spunto per mettere per iscritto il tempo trascorso senza scuola: poche parole, perfettamente pesate, una per ogni “foto” o esperienza o immagine mentale o ricordo.

Con una rana

per cappello, non serve

alcun ombrello

Questi per esempio i versi che accompagnano un giorno di pioggia.

Aprono e chiudono il libro due frasi che sono le uniche presenti nell’originale e che infatti troverete con altro colore:

Per ricordare quello che non si vuole dimenticare

Sussurrare un arrivederci è dire:

“Già mi manchi”.

Tra i tanti aspetti che fanno di questo albo illustrato ciò che è, cioè un bellissimo libro da tenere tra le mani e proporre ai lettori e alle lettrici magari proprio al ritorno a scuola per ricordare quello che non si vuole dimenticare, c’è la scelta dell’editrice di aggiungere un testo ad un libro che non ne ha. Scelta fatta più volte e da diversi editori e non sempre si è rivelata una scelta vincente. Non in questo caso in cui innanzitutto l’idea di accostare alle tavole non narrativa ma poesia è azzeccatissima, il nome di Giusi Quarenghi come sempre perfetto, per un risultato che non fa sentire “l’aggiunta”, che non solo non toglie valore ma ne aggiunge offrendoci un bel libro che ha dalla sua anche la bellezza della proposta poetica per raccontare la quotidianità di e ai bambini e bambine.

Chiude il libro una pagina che svela 4 curiosità che abbiamo scorto nelle tavole restando fedele ad uno degli intenti di questa casa editrice che è quello di raccontare e avvicinare la cultura giapponese per noi così lontana e quasi sempre così sconosciuta.

Prima di correre a procurarvi il libro vi suggerisco di ascoltare qui la prima parte della puntata di Dorothy e Alice di Piero Guglielmimo in cui l’editrice di Kira Kira Elena Rambaldi, a cui va tutto il riconoscimento per il lavoro che sta facendo con la sua piccola casa editrice praticamente da sola, racconta la nascita di Estate giapponese

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