Il leone e Ellen

E dopo aver fatto la conoscenza di Ellen e del suo leone di pezza nel meraviglioso Ellen e il Leone, ecco arrivato in libreria Il leone e Ellen di Crocket Johnson edito da Camelozampa con la traduzione di Sara Saorin, ditemi che lo aspettavate quanto me!!

La struttura e anche lo stile narrativo sono i medesimi solo che questa volta, anche se in maniera molto discreta, al centro dei piccoli racconti c’è il leone più che Ellen… ammesso che riusciate a separarli, naturalmente!

Il libro si apre con “La storia del Leone” in cui Ellen chiede al leone di raccontare la sua storia… prima dell’acquisto al negozio, inutile dire che Ellen inventa di tutto e di più sulle origini nobili e feroci del suo amico di pezza, la storia non è che proprio quadri del tutto ma ci pensa il leone a rassicurare Ellen:

Sono poche le storie perfette dall’inizio alla fine

Il leone è sempre in grado di trovare la parola giusta al momento giusto, l’alter ego di Ellen funziona da sua autodifesa, da alibi perfetto e anche, come in questo caso, da coscienza riparatrice. E’ questo il ruolo del leone che in questo libro ribadisce la propria presenza accanto a Ellen subalterna ma a tratti altera. Aumentano, in Il leone e Ellen, gli elementi narrativi, i riferimenti alla narrazione, ma soprattutto qui sembra prendere più piede la consapevolezza di Ellen nel riconoscimento della propria responsabilità creatrice, più che creativa, nei confronti del leone:

… “Non ho detto che sei stato tu a cominciare” disse Ellen. “E poi come fa uno che non può aprire la bocca a iniziare una discussione?”

“A quanto pare ci riesco” disse il leone, parlando con la bocca chiusa, come faceva sempre. “Io me ne sto qui così, con la bocca chiusa, e a te tocca inventare qualche commento perché io risponda, no? E siccome sei una bambina educata, poi mi devi anche rispondere, giusto?”

“Qualche volta” disse Ellen.

“Il più delle volte” corresse il leone.

Insomma cosa sarebbe Ellen senza il leone? Forse questa è la domanda più interessante invece che chiederci cosa sarebbe il leone senza Ellen! Lui la sua coscienza di sé sembra averla chiara, sia nel suo essere di pezza che nel suo dover assolvere il ruolo di amico di Ellen; è lei, Ellen, che ha bisogno di creare il personaggio del leone per poter trascorrere il suo tempo in solitudine. Ellen è indubbiamente la forza creatrice di questa storia, esattamente come il suo “fratellastro” Harold, eppure può essere tale solo di fronte a qualcuno, o qualcosa, che lei stessa si è creata. Se ci pensate accade così ad ogni creatore di mondi, persino agli autori dei libri: esistono perché ci sono i loro libri, benché libri esistano ovviamente solo perché ci sono i loro autori…

Ok non porterò oltre questo sillogismo quasi filosofico ma torno con i piedi per terra a raccontarvi di Il leone e Ellen, che risulta perfetto, devo dire come gli altri titoli della collana Pelucchi di Camelozampa sin qui pubblicati, per iniziare a leggere in maniera autonoma (oltre che naturalmente godibilissimi nella lettura ad alta voce): i racconti brevi, che costituiscono di fatto dei capitoli autoconclusivi della narrazione, la tenuta abbastanza parallattica della costruzione sintattica, la presenza di un narratore zero che ci descrive per filo e per segno cosa accade a casa di Ellen e il leone così da farci stare esattamente al centro del racconto, equidistanti da entrambi i protagonisti e quindi liberi di scegliere di volta in volta per chi parteggiare. Sono questi tutti elementi che a mio parere agevolano l’approccio alla lettura e la rendono speriamo meno faticosa per il nostro cervello e più piacevole per la nostra anima.

In questi giorni in tantissimi mi state chiedendo consigli di letture per la primaria per chi inizia a leggere con una qualche sicurezza in autonomia, ebbene Ellen e il leone è sempre stato al primo posto di queste proposte ma da oggi possiamo felicemente aggiungerei anche Il leone e Ellen, non vi pare?

p.s. di sfuggita noterò che adoro questo giallo dominante della copertina e delle illustrazioni interne!!

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