La più bella nuotata della mia vita

La collana dei Geodi di Uovonero è a mio avviso una delle collane di libri per ragazzi da tenere più d’occhio e La più bella nuotata della mia vita di Anne Becker, con la traduzione di Claudia Valentini, è l’ultimo nato di questa collana che vorrei raccontarvi oggi.

Questa è la storia di Jan e Flo, due ragazzi che si ritrovano vicini di casa, compagni di scuola e, naturalmente, innamorati l’uno dell’altra. Come è giusto che sia lo svelamento del sentimento amoroso è graduale e irto di inghippi ma poi riuscirà a farsi strada. Insomma detta così è la storia più vecchia del mondo e di libri così ce ne sono a bizzeffe e davvero molto pochi di essi meritano qualche parola.

Dunque cosa mi interessa di La più bella nuotata della mia vita?

Ma, of course, il modo in cui la storia è raccontata! Le scelte narrative, la focalizzazione, il ritmo ecc. ecc e da questo punto di vista il romanzo della Becker ha più di qualche interesse e proviamo a entrarci dentro insieme.

Innanzitutto della struttura del romanzo mi è piaciuta molto la scelta della focalizzazione: potrebbe sembrare un diario scritto in prima persona da Jan, e di fatto la parte scritta è al 99% la sua, e invece io lo possiamo secondo me benissimo intendere come un romanzo corale perché ad ogni capitolo scritto da Jan segue una pagina del diario di Flo che invece di essere scritta è resa in grafico. Scelta tanto più interessante man mano che ci rendiamo conto che Jan è quello che fa fatica a scrivere e leggere e che quindi gli schemi si additerebbero di più al suo stile comunicativo, ma è Flo il genio matematico e quindi ci sta anche che sia lei ad esprimersi solo con grafici matematici.

La creazione dei personaggi: molto molto accurata per quanto riguarda i due protagonisti che scopriremo man mano, ma curata anche per quanto riguarda alcuni personaggi secondari come Fabi, Patti e il malefico Linus, che forse è il personaggio che risulta essere più irrigidito e meno in grado di evolvere.

L’intreccio è lineare, come accade di solito per le focalizzazioni in prima persona, ad eccezione dell’incipit che è esattamente l’explicit e che sembra dare una struttura circolare alla narrazione.

In tutto questo scopriremo, piuttosto avanti nella narrazione, che il nostro protagonista non sa leggere perché dislessico e che anche solo ordinare una pizza può diventare estremamente imbarazzante. Il tema della dislessia è decisamente importante nel procedere della narrazione anche perché a lei sono legati molti dei fraintendimenti che ostacoleranno il crescere della relazione tra i due ragazzi, e d’altra parte sappiamo che questo è uno degli argomenti più cari a Uovonero, ma mi pare gestito in maniera narrativamente funzionale non pretestuosa e intimamente legata all’intreccio.

Insomma La più bella nuotata della mia vita è un romanzo per ragazzi e ragazze interessante e soprattutto godibile in cui ogni lettore e lettrice potrà trovare tanti ganci da cui lasciarsi trascinare!

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