Ramona la peste

Ramona è davvero una peste e se avevamo iniziato a farcene un’idea con il primo libro di questa bellissima serie firmata da Berverly Cleary Beezus e Ramona, vi assicuro che è con questo esilarante Ramona la peste che ve ne convincerete definitivamente.

Ramona la peste è, appunto, il secondo romanzo dedicato alla coppia di sorelle Quimby, Beatrice detta Beezus e Ramona; la serie di libri culto negli Stati Uniti scritta da Beverly Cleary in Italia è edita da Il barbagianni con la bellissima traduzione di Susanna Mattiangeli e le illustrazioni di Jaqueline Rogers.

La struttura dei romanzi della serie, almeno a valutare da queste prime due pubblicazioni (la serie dovrebbe comprenderne 9 se non ricordo male e speriamo di vederle uscire tutte prima o poi), è la medesima: piccoli capitoli suddividono una narrazione di singoli episodi della vita familiare dei Quimby con al centro le monellerie di Ramona e la infinita pazienza della sorella Beatrice e di tutti gli altri membri della famiglia. Rispetto al primo libro, bello e divertente, questo secondo mi è parso più organico, con una narrazione meno frammentata, come se, prese le misure con i personaggi e la costruzione narrativa nel primo libro, il secondo ne avesse guadagnato in fluidità. Non so se però sia una mia sensazione, se avete letto il primo libro e leggerete questo secondo ditemi se avete avuto la medesima impressione!

In questo Ramona la peste Ramona entra al Kindergarten che è l’anno di scuola che si fa prima di entrare alla scuola vera e propria a 6 anni, quindi ci troviamo davanti una Ramona di 5 anni, felice di andare a scuola come la sorella maggiore, pronta a dimostrare tutta la propria maturità emotiva alla maestra e ai compagni e a mettere a soqquadro la casa e la scuola al momento giusto. Tutto ciò che ruota nell’animo di Ramona si condensa attorno ad un nodo difficile da sciogliere: il disagio di sentirsi, venir trattata e di fatto essere, la più piccola rispetto alla “grande” Beatrice. Da qui si dipana tutta la contraddittorietà emotiva e comportamentale di Ramona che ce la mette tutta ma proprio tutta a comportarsi “bene” come vogliono gli adulti, ma proprio non ci riesce in nessun modo. La mente di Ramona è, fortunatamente, la mente di una bambina di 5 anni estremamente vivace, sia fisicamente attiva che intellettualmente esplosiva, che più si sforza di dimostrare di essere di più di ciò che è , più piomba in comportamenti tacciati di infantilismo e di “pestiferismo” se così si può dire. D’altra parte bisogna ammettere che se Ramona decide di fare il finimondo ci riesce e la scrittura (e la traduzione) della narrazione è tale da renderci partecipi della situazione che Ramona riesce a creare.

Preparatevi in questi libri a ridere e divertirvi ma anche a innervosirvi un sacco, se siete adulti, di fronte a questa bambina davvero ma davvero a tratti insopportabile.

Ma da cosa nasce questa capacità di Ramona di farci ridere e innervosire allo stesso tempo? Come fa Ramona ad avere così tanto potere nei confronti della sua famiglia ma anche dei suoi lettori?

E’ presto detto, o quasi: tutto sta nella straordinaria capacità della Cleary di mettersi nei panni della sua piccola creatura, Ramona, e, scegliendo una narrazione in terza persona con narratore onnisciente ma silente, di riuscire a darci sia lo spaccato di ciò che “sente” Ramona sia il dato oggettivo del precipitato del sentimento di Ramona. Non so se rendo l’idea: anche quando Ramona fa delle cose che ci appaiono assurde, prende delle decisioni quantomeno improbabili che ci fanno venire il sangue alla testa solo a leggerle, ecco che l’autrice arriva a rimettere in pace noi e lei facendoci percepire il mondo di sentire di Ramona e il suo punto di vista in quel momento ci commuove o quanto meno ci appare coerente con un comportante che esteriormente tutto è tranne che coerente.

C’è anche da dire, a onore del vero, che l’essere pestifero di Ramona lo sentiamo sicuramente noi come adulti, forse lo sentirà anche molto vicino qualche sorella o fratello maggiore, ma invece con tutta probabilità risulterà perfettamente comprensibile e a tratti degno di ammirazione per i coetanei, o quasi, di Ramona. Ecco perché secondo me questo libro potrebbe davvero rendere il meglio di sé in una lettura ad alta voce, ad esempio, in classe. Una lettura che allo stesso tempo faccia ridere, faccia sentire i bambini e le bambine compresi ed accolti perché in qualche modo comunicherà che se un adulto sta leggendo questo libro a dei bambini e a delle bambine già sa o già ha messo in conto a cosa può andare incontro nella relazione con loro. E, chissà, magari anche grazie a questi libri riuscirà a trovare un varco di maggiore comprensione delle follie che solo ai bambini possono passare per la mente. Sì perché la logica infantile, quella di Ramona lo dimostra all’ennesima potenza, è una logica ferrea, talmente tale da raggiungere conseguenze quasi insensate o apparentemente illogiche pur di non contraddire il sistema di pensiero di riferimento. Ad esempio: quando un giorno Ramona arriva a scuola e la sua maestra è assente e davanti alla supplente tutti i bambini temono di trovarsi di fronte ad un adulto che non conosce le regole della scuola, Ramona decide (follemente ma coerentemente col suo punto di vista) di restare fedele alla sua maestra che non avrebbe voluto che lei seguisse a scuola una persona che non conosce tutte le regole della scuola (ovviamente qui il problema sta nel presupposto del ragionamento) e di conseguenza si nasconde dietro ai bidoni della spazzatura nel cortile dove resta quasi a congelarsi per ore, si addormenta perfino, fino a quando qualche bambino delle classi più grandi la trova e lei finisce dalla preside… ma come andrà a finire ve lo lascio scoprire, vi basti sapere che in questa narrazione ci sono molti adulti che sanno comprendere e fare bene la loro parte mantenendo la barra dritta ma non mancando di empatia. Certo per i lettori un pochino più grandi tutta la simpatia andrà verso Beatrice che davvero sopporta parecchio ma che devo dire in questo secondo volume compare molto meno lasciando lo spazio di assoluta protagonista alla sorellina Ramona, esattamente quel ruolo che lei disperatamente e quotidianamente cerca di accaparrarsi in famiglia e a scuola con le unghie e con i denti.

Ne avete conosciute di Ramone nella vostra vita di genitori o insegnanti ecc.?

Io, leggendo, più volte mi sono vista davanti agli occhi bambine e bambini che ho incontrato e che adesso, alla luce dell’incontro con Ramona, credo di aver compreso un pochino meglio.

Provate a leggere Ramona la peste ad alta voce in prima, seconda o terza primaria e vedrete che non ve ne pentirete, il risultato direi che è assicurato!
Se invece state pensando ad una lettura autonoma allora direi che dagli 8-9 anni per un lettore o una lettrice che già se la cava bene può essere un’ottima proposta.

P.s. il libro è scritto con font ad alta leggibilità il che non guasta mai!

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