Caro maestro balena

Ve lo ricordate Caro Giraffa Caro Pinguino di Megumi Iwasa e Jun Takabatake pubblicato da Lupoguido?

Se lo avete amato quanto me sarete felici quanto me di sapere che è uscito un nuovo libro di Megumi Iwasa e Jun Takabatake edito da Lupoguido, si intitola Caro Maestro Balena e ci racconta la storia di Maestro Balena, uno dei personaggi non protagonisti ma essenziali della storia precedente.

Questa volta Maestro Balena, rimasto senza allievi perché il suo studente Pinguino è andato a fare a sua volta il maestro in un’altra zona dell’antartico, decide di scrivere lui una lettera ad un amico imprecisato oltre l’orizzonte; la storia di Pinguino e di Giraffa, che all’inizio di questo nuovo libro viene esplicitamente richiamata, gli ha dimostrato che scrivere lette e cercare di comunicare può essere una grande risorsa ed ecco che decide anche lui di provare.

Questa volta oltre l’orizzonte Maestro Balena incontrerà una piccola balenottera che gli racconterà di suo nonno che partecipava alle olimpiadi di spruzzi e, guarda caso, Maestro Balena capisce che il nonno di questo piccolo di balena era un suo amico e colui con cui gareggiava sempre alle olimpiadi di spruzzi in altezza. Da qui alla nostalgia e al superamento della nostalgia con l’organizzazione di nuovi giochi olimpici richiamando anche i suoi vecchi compagni di giochi giovanili è breve. E da qui all’organizzazione di un evento sportivo che diventa molto di più, una prova di amicizia e solidarietà e correttezza senza precedenti nell’antartico ancora meno. Succederanno un sacco di cose bellissime in quei giorni di organizzazione e realizzazione delle olimpiadi, lettere scritte e ricevute, fino ad una specie di chiusura catartica in cui persino la solitudine verrà superata e due generazioni si incontrano per mettere insieme passato e presente e puntare tutto al futuro.

Non vi racconterò un goccio di più di questa storia che vi lascio scoprire, invece, come sempre, vi racconto di come è costruita perché anche questa volta, come la prima, è proprio la costruzione narrativa la parte più interessante (non è sempre così, d’altronde?) di Caro Maestro Balena che, proprio come Caro Giraffa Caro Pinguino punta su un narratore onnisciente che apre la storia, anzi il dialogo col lettore, prima dell’indice del libro, e lo chiude all’ultima riga della storia. L’autore dà del tu al suo lettore e lo coinvolge con domande e rivelazioni producendo un effetto interessante e coinvolgente nella lettura.

Cosa ti rende felice?

Avere ciò che desideravi da tanto?

Vincere una gara sportiva?

Prendere un bel voto a scuola?

Mangiare tutti i dolci che vuoi?

Conosci Capo delle Balene?

Lì vive Maestro Balena, dicono che ultimamente qualcosa lo abbia reso molto felice.

Perciò muore dalla voglia di raccontarla.

Andiamo anche noi a dare un’occhiata a Capo delle Balene?

Se vi state chiedendo se il libro possa essere letto senza aver prima letto Caro Giragga Caro Pinguino la risposta è senz’altro sì perché il richiamo alla storia precedente è degno delle serie in cui si fa il “riassunto delle puntate precedenti” almeno per quei dettagli che permetteranno di seguire questa narrazione senza intoppi. Dopodiché spero che vi verrà voglia di leggere entrambi i libri perché meritano.

E a voi?

Cosa vi rende felici?

A me un buon libro sicuramente!

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