Geneviève

E così, lettori e lettrici, siamo giunti alla fine della saga delle quattro sorelle che in realtà sono cinque.

Geneviève. Quattro sorelle è il quarto bellissimo libro della serie di Ferdjoukh Malika edito da Pension Lepic con la bellissima traduzione di Chiara Carminati.

Dopo Enid, Bettina, e Hortense (le altre recensioni le trovate nel l’innaffiatoio dei mesi scorsi) eccola qui la quarta delle cinque sorelle minori di Charlie (Charlie è l’unica sorella a cui non è intitolato un libro e lascio ad ogni lettore e lettrice le illazioni che preferisce per spiegarsi questa “assenza”), Geneviève pronta a meritarsi tutta la nostra attenzione.

Per la quarta e ultima volta veniamo catapultati ex abrupto direi, senza convenevoli come è nello stile di queste ragazze e di questa scrittrice sin dalla prima pagina del primo libro, nella quotidianità della famiglia Verdelaine composta ormai dalle 5 sorelle orfane in regime di totale autogestione matriarcale sotto la guida della prima inter pares, ovvero Charlotte, alias Charlie, la più grande delle sorelle.

Se avete letto gli altri 3 bellissimi libri saprete che la scrittura è un turbinio, un alternarsi di voci e situazioni rapidissimo – grazie alla focalizzazione con narratore zero che riesce a farci sentire tutto, vedere tutto e stare dappertutto – un susseguirsi di eventi, ma anche un affollarsi di parole e stili narrativi vivacissimo. Ogni sorella ha le proprie caratteristiche di carattere e umore e la scrittura le va dietro adattandosi, ma nel complesso la scrittura riesce a farci provare il caos ordinato e non sempre calmo che regna sovrano a casa Vedelaine, su quella falesia che tanta parte ha nella narrazione della storia di una famiglia sospesa che deve riscotruirsi da sola e ritrovare il proprio equilibrio anche stando in bilico.

Come negli altri 3 libri, nonostante il titolo, la narrazione non è concentrata sul personaggio di cui prende il nome, Geneviève condivide il suo spazio nel libro, così come quello vitale in casa, con le altre sorelle eppure in qualche modo riesce a risultare la “vincitrice” di attenzioni per questo libro proprio come le altre lo erano state per gli altri, non foss’altro che per il titolo.

Incredibilmente e con una maestria eccezionale tutti i fili narrativi messi in piedi nel corso dei 3 libri precedenti arrivano a incontrarsi e comporsi se non proprio a chiudersi. Quello che era sin qui restato aperto e in sospeso, e che avrebbe anche potuto in effetti restare tale, trova il suo posto e si adagia, le sorelle si affrancano anche dal lontano e decisamente poco efficace aiuto della zia e ce la fanno. Rimettono in piedi la loro vita da sole, anche i fantasmi dei genitori che apparivano loro, una ad una all’insaputa dell’altra, nei momenti opportuni e con gli indumenti più improbabili compaiono un’ultima volta insieme e a tutte e 5 le figlie contemporaneamente per poi andarsene definitivamente.

Una nuova vita inizia per le sorelle Verdelaine e vi assicuro che chiudendo il libro la curiosità di sapere come sarà questa vita, se sarà narrata con la medesima gioia espressiva, vivacità e ironia, vi prende e non vi molla più. Ma dovrete, anzi dovremo rassegnarci, per il momento questo è tutto e credo che anche qui stia la grande maestria di questa autrice che sa quando iniziare e quando fermarsi, cosa raccontare e cosa no, ma soprattutto come farlo!

Quattro sorelle ha il tono di un romanzo corale anche se corale non è non avendo mai una focalizzazione interna (ad eccezione dei dialoghi ovviamente) delle singole protagoniste, il respiro di una saga familiare epica ma modernissima in cui diventano essenziali e perfetti anche i personaggi secondari a cui rivolgere attenzione non solo per ciò che la loro presenza provoca nella narrazione (per altro in questo ultimo romanzo si intrecciano storie contemporanee importanti che vi invito a seguire come uno dei tanti fili che può portarvi fuori dal libro a scoprire la vita e la storia fuori dalle pagine) ma per il loro stesso essere, a tutto tondo e complessi e meravigliosi nel loro essere.

Sono sicura che le quattro sorelle, anzi cinque, e tutte le altre creature di carta e ossa che ruotano loro attorno, cattureranno la lettura di tanti ragazzi e ragazze a cui spero questo, anzi questi libri arriveranno copiosi e accompagnati dalla passione e dall’amore che si deve ai grandi libri e soprattutto ai giovani lettori e lettrici.

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