La scatola delle parole

Racconto di un atelier di scrittura in biblioteca

Questo post è scritto da Lucia Schiralli che cura la rubrica “compagni di classe” in uscita a giovedì alterni

Ciao a tutti e bentrovati,

auguri di buon Natale, che sia per tutti un momento di pace e serenità.

Un contributo inaspettato, come inaspettato è stato il piacevolissimo incontro con Anna Garbesi, collega che insegna presso la secondaria di primo Grado Luigi Orsini di Imola dell’Istituto comprensivo 7 di Imola. L’incontro è nato grazie a Roberta Favia e a questo blog, Teste Fiorite, seguito in tutta Italia da docenti, genitori e promotori della lettura.
Anna, responsabile della biblioteca dell’Istituto presso il quale lavora e accanita lettrice di Teste Fiorite, aveva letto il mio contributo di novembre sulle biblioteche scolastiche, nel quale parlavo di un possibile curricolo verticale sull’educazione alla lettura. Interessata a questo argomento, nella sua scuola è già in atto una sperimentazione in tal senso, mi ha proposto un incontro online nel quale confrontarci e scambiarci idee.

Parlando, le ho detto di aver scritto un albo illustrato, proprio con l’idea che potesse essere letto nei diversi gradi scolastici, dalla primaria al biennio della secondaria di secondo Grado. La scatola delle parole ha proprio quest’ambizione, essere un libro adatto a tutti, dai piccolini ai ragazzi più grandi. In pochi giorni abbiamo organizzato l’incontro con l’autrice. Mi sono recata a Imola dove ho conosciuto Anna e altre colleghe fantastiche come Marina Conti e Elisa Camaggi.

La biblioteca dell’Istituto Bookcity è organizzata in modo funzionale alla fruizione interna e esterna, gli scaffali sono aperti e la bibliodiversità è garantita dalla presenza di romanzi, racconti, albi e libri senza parole.

Le classi si recano ciclicamente per prendere in prestito o riconsegnare i libri letti, l’assortimento è garantito perché ne arrivano sempre di nuovi, grazie alla partecipazione a iniziative come ioleggoperchè e ai vari bandi di promozione alla lettura Mibac. La biblioteca non è solo la stanza in cui sono
conservati i libri, ma parte attiva e funzionante della scuola, è viva, vissuta, attraversata dai ragazzi e dailoro insegnanti. La biblioteca ospita anche incontri e corsi di formazione, come quello che ho tenuto per le colleghe che insegnano dall’infanzia alla secondaria.

Fra il 9 e il 10 dicembre ho incontrato i bimbi della primaria, frequentanti la scuola di Ponticelli, dove, grazie all’aiuto di Marina Conti, ho dato vita a un
laboratorio di scrittura creativa. Gli alunni, che avevano precedentemente letto il libro, hanno realizzatodelle scatole di cartone, per inserire all’interno delle parole (scritte a casa) su strisce di carta.

Le parole erano quelle che le varie scatole facevano venire in mente ai bambini, erano quelle della loro storia. C’era la scatola dell’amore, quella dei sogni, quella delle paure e, man mano che l’attività proseguiva, gli alunni stessi proponevano di creare altre scatole, per inserire altri termini e parlare così delle loro esperienze.
Stesso laboratorio, ma condotto diversamente, è stato quello realizzato in due prime di secondaria presso la scuola Luigi Orsini. Grazie alla collega Elisa Camaggi abbiamo parlato di Dante a suon di musica, questa canzone, cantata dal Piccolo Coro dell’Antoniano, dovrebbe essere ascoltata prima, durante e dopo la spiegazione del Sommo poeta.

Ci sono riferimenti al concetto di ineffabilità e indicibilità, c’è l’incontro con Beatrice, compare la Divina Commedia con Ciacco e Minosse, la poesia della lode della donna amata attraverso il saluto e la negazione dello stesso, insomma…c’è davvero tanto ed è particolarmente orecchiabile.

Dopo aver ascoltato anche altre canzoni, in cui compaiono vere e proprie citazioni dantesche, come Siamo chi siamo di Ligabue o Serenata Rap di
Jovanotti , abbiamo giocato con le parole delle scatole della paura, dell’amicizia, dell’amore e del viaggio.

Ed è con questa canzone di Cesare Cremonini, Buon Viaggio, che vi saluto, augurandovi una fine anno scoppiettante, all’insegna dei libri e delle canzoni

L’augurio più grande è che si duplichino esperienze come questa. Grazie Roberta Favia, continua a essere, per tutti noi, con Teste Fiorite, il punto di riferimento in Italia per chi ama i libri e la letteratura per l’infanzia.

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