Ciao Sasso

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

“Ciao Sasso”

Età: da 5 anni
Pagine: 40
Formato: 22.2 x 17.3
Anno: 2021
Editore: RI RAUM Italic (distribuito da Corraini)
Autore: Giuseppe Caliceti
Illustratore: Noemi Vola

Oggi in cartella “Ciao Sasso”

Un libro di dimensioni medio piccole, dalla copertina rigida e dalla grafica pulita.

Ho scelto questo libro perché ha attirato la mia attenzione fin dal primo sguardo.
Ho scelto questo libro perché i bambini adorano i sassi, fantasticano con le loro forme, si divertono con lo stone balancing, amano lanciarli nell’acqua per sentirli fare pluff o guardarli fare i salti e contare. E io anche.
Infine, ho scelto questo libro perché era tempo di introdurre la sibilante S… e quale occasione migliore se non parlando di sassi?

Ciao Sasso

“Ciao Sasso” narra un dialogo schietto e incalzante tra una bambina e un sasso. Un dialogo che rispecchia molto la maieutica infantile, nelle domande e nelle risposte. Le illustrazioni sono assolutamente complementari al testo, lo arricchiscono, offrono ulteriori spunti. È un libro che si presta per esser letto in una relazione privilegiata (padre-bambina/ nonno-bambina) o in un piccolo gruppo. Il testo è dialogato, scritto con carattere normale o grassetto a seconda del personaggio, facilitando così la lettura ed eventuali timbri di voce differenziati. Immagini e testo sono ben calibrati. Inizialmente c’è molto bianco come sfondo, alla presenza di immagini e parole. Verso la fine, in un graduale crescendo, il bianco è sostituito dal colore.

Rientrati dalle vacanze natalizie ho pensato di proporre questa lettura e, a seguire, un’attività manuale per distendere gli animi. Si sa, il mettere in moto le mani, aiuta a sbrogliare i pensieri. Prima.

Poi si potranno mettere i pensieri in parole.

Passo banco per banco con un sacchetto contenente dei ciottoli. Ogni bambino ne sceglie uno. Lo tocca, lo guarda, lo annusa, se lo passa da una mano all’altra, lo esplora attraverso i cinque sensi.
“Chiara, dove li hai presi?”
“Dove li hai trovati?”
“Chi te li ha dati?”
“Dove vado in montagna io ce ne sono tantissimi…”
Iniziano le domande, le osservazioni, gli aneddoti.
Chiedo…

“Che cos’è un sasso?”

“È una cosa dura, affonda quando la butti in acqua e perde la polvere. A volte si può spezzare”
È una specie di pietra bianca”
“È una roccia che può avere diverse forme. A volte, può avere anche colori particolari”
“Ci sono dei sassi che brillano. Fuori sembra un sasso normale”
“So io come si chiama, è un geode, ne ho uno in cameretta”

“Quanti anni avrà un sasso?”

“10”
“10.000”

“Com’è il sasso che avete preso?”

“È duro”
“Ha una forma strana”
“Il mio sa odore di smarties ed è pesante, è bianco e ha un po’ di angoli”
“Assomiglia a un gesso”
“Quando lo accarezzi con un dito è liscio”
“Il mio è molto rumoroso, senti…” (E inizia a batterlo sul banco)
“Il mio ha un buchetto e un po’ di spazi grigi”
“La mia pietra è a righe grigie e nere”
“Il mio sasso è un po’ giallino”
“Il mio è a forma di triangolo”

Quindi apro lo zaino e prendo il libro.

“Chiara, che libro hai portato oggi?”

Mostro la copertina.
Qualche secondo di silenzio e poi il primo…
“Ciao Sasso”
“Dopo ci leggi anche Una zuppa di sasso??? Per favooore”

[“Una zuppa di sasso” di Anais Vaugelade si può leggere al nido, alla scuola dell’infanzia, alla primaria, al gruppo di lettura per adulti… questo albo illustrato affascina sempre.
E ovviamente alla fine di tutto, prima di andare a casa, lo abbiamo letto!]

Inizio a leggere.

Ciao Sasso.

Perché non rispondi?

Se busso alla tua porta mi apri? Mi fai entrare?
Non ho porta. Non si può entrare dentro di me.
Però ora mi parli, prima no. Perché?
Sei sordo, Sasso?
O solo antipatico?
Sei dispettoso?
O stavi dormendo?
Stavo dormendo. I sassi dormono molto.
Per questo siete così silenziosi?
Sì. È per questo.

Questo l’incipit e continua così…

Sasso, tu sei fatto di carne?
No.
Di plastica?
No.
Di erba?
No.
Di aria?
No.
Di acqua?
No.
Di farina? Di gomma?
No-o! Un sasso è fatto soltanto di sasso.

Continuando la lettura,  il dialogo si ammorbidisce. Sasso si lascia conoscere e risponde a tutte le possibili domande e soddisfa tutte le curiosità.

Leggo l’ultima pagina e poi chiudo il libro.

“Belloooo, lo rileggiamo?”
“Ciao Sasso.”

Un primo passaggio via quaderno, giusto per fermare su carta quanto stiamo facendo.

A seguire un laboratorio in classe

Mostro la mia tartarughina…

“Uh, ma che bella…”
“Facciamo anche noi?”
“Il mio sarà uno squalo”
“Il mio un sasso”
“Io non so, ci devo pensare… può essere anche una principessa?”
“Il mio vedi che cos’è? È un uccellino che cova le uova, per questo poi dovrò fargli anche il nido”

Il giorno seguente, decido di riproporre la lettura individualmente ai due bambini assenti il giorno prima. Tempo di iniziare a leggere e sono arrivati prima uno, poi due, poi tre e altri ancora.

“È lo stesso libro di ieri…”
“Eh vabbè, era bello, non possiamo risentirlo anche noi?”
“Come no!”

Qualche giorno dopo, un secondo passaggio via quaderno, per formulare la propria domanda da rivolgere a Sasso. Incredibile come avessero interiorizzato la formula ricorrente nella narrazione “Sasso, tu…”.
Le domande sono sgorgate con estrema naturalezza e per la prima volta si sono sperimentati nella scrittura. Pensare una parola, sentirne i suoni, trasformarli in grafemi, mica facile.
Eppure, bella sfida!
Persa qualche lettera ponte qua e là, qualcuno ha chiesto un aiuto, ma quasi tutti sono riusciti a scrivere una o più domande.

Eccone qualcuna…

“Sasso, tu sai nuotare?”
“Sasso, tu mi vuoi bene?”
“Sasso, tu puoi passare dentro a un imbuto?”
“Sasso, tu invecchi?”
“Sasso, quando è il tuo compleanno?”
“Sasso, tu sai giocare?”
“Sasso, soffri il solletico?”
“Sasso, tu sai volare?”
“Sasso, tu vai a scuola?”
“Sasso, tu ami qualcuno?”
“Sasso, tu le regole le rispetti?”

Ciao ciao Sasso!

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