Una parola molto larga

Famiglie giardini orticelli deserti

giungle cespugli lingue di ghiaccio

bocche di vulcano fili sospesi

per volare via riposare un po’

finire a testa in giù e ricominciare

Così inizia Una parola molto larga di Giusi Quarenghi e Giovanni Colaneri edito da Panini.

(Giovedì 23 alle 18.30 farò una diretta instagram dal canale di teste fiorite con l’illustratore e parleremo distesamente del libro, vi apsettiamo!)

Un libro molto particolare che ruota attorno ad una parola che si sfrangia, si allarga, pizzica e accarezza, una parola che fa finta di non svelarsi, come un indovinello, e invece è sempre lì, nell’incipit di molte pagine e nella chiusa e negli echi di ogni singola parola di cui il libro su questa parola è fatto.

Una parola molto larga è un libro difficile da inquadrare, impossibile rinchiuderlo in un etichetta di genere o altro, siamo sul versante della poesia ma è una poesia che molto gioca con la prosa, e siamo altresì nell’ambito dell’albo illustrato tra catalogo e narrazione, siamo insomma in uno di quei libri che tanto amo, che non si lascia prendere perché ha molto di più da dire e lo dice per testo e immagine come l’albo illustrato deve fare ma come raramente accade quando ci si trova a illustrare la parola poetica.

Ma partiamo dalla lingua, prima, che dà voce alla parola molto larga da cui il titolo criptico. La scrittura e l’uso della lingua di Giusi Quarenghi mi affascina da sempre e mi pare di scorgerne qui un’evoluzione vicina all’uso della lingua di In canto: una frammentazione che porta la lingua a dire attraverso la nominazione, la giustapposizione di cose che vengono nominate e in questo modo esistono e prendono forma.

Ora, se già è un lavoro complesso lavorare con l’illustrazione su un testo in versi, immaginate illustrare una sequenza frammentata di parole che, d’accordo, insieme creano un’eco di senso ed anche di racconto ma restano slegate da connettivi logico-grammaticali espliciti.

Adesso prendete in mano il libro e guardate il lavoro di Giovanni Colaneri che ha creato un mondo di immagini e colori che dà forma e visione a quell’eco di senso delle parole della Quarenghi. Le illustrazioni nel loro fluire del giro pagina fanno scorrere la vita di quella parola detta tante volte e non svelata esplicitamente, allo stesso tempo moltiplicano nella stessa pagina situazioni e personaggi in cui ritrovarsi, immedesimarsi, o con cui contrastare.

Se la lingua di Giusi Quarenghi gioca con i suoni, spesso spezzati, e ci costringe a dire ogni singola parola con attenzione creando vuoti di suono, le illustrazioni di Giovanni Colaneri legano tutto con il calore della palette di colori. L’insieme mi pare renda bene l’idea di cosa c’è sotto questa parola molto larga che è la parola famiglia, ecco l’ho detta, una parola che può essere tanto spigolosa e frammentata e frammentaria quanto arrotondata, accogliente, calda, una parola molto larga, appunto, in cui ci sta tutto, dalla moltitudine di legami possibili alla solitudine, dalla gioia alla tristezza e abbandono.

Tutto in una sola parola? Sì.

Sì perché famiglia è indubbiamente una parola che assume significati molteplici e larghi d’accordo, non ultimo la vicinanza non ossimorica tra l’uguaglianza e la diversità che deve definire i diritti di chi rientra nella parola famiglia. Ma io credo che questo accada, intendo questo essere molto larga, a qualsiasi parola che, se ci diamo il tempo per guardarla e sentirla, appare.

In Una parola molto larga una possibile forma, una possibile strada, di epifania della parola ce la da l’illustratore ma perché non prendere questo libro come uno spunto, un “esercizio di metodo” per sentire la larghezza di ogni parola che ci gira per la bocca e per la testa?

Se volete ascoltare qualcosa su questo libro dalla viva voce dell’illustratore vi aspetto giovedì 23 alla diretta instagram delle 18.30 con Giovanni Colaneri. Per chi non potesse seguire l’incontro, la diretta resterà registrata sui profili instagram di teste fiorite e di Giovanni.

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