Letture in campo. Ecco com’è andata

Care teste fiorite,

oggi non vi racconto un libro ma un’esperienza, una bella particolare, ripetibile e perfettibile esperienza.

Si tratta di Letture in campo, il progetto che da dicembre a maggio ha portato la lettura sul campo di calcio di una squadra di dodicenni prima dell’allenamento una volta a settimana… un luogo e un tempo decisamente non scontato dove leggere e a cui solitamente non si pensa.

Premetto subito, per correttezza e riconoscenza, che l’idea non è stata mia bensì del Mister Alvise Siega, allenatore della squadra in questione, che ha intuito l’utilità della lettura per compattare e sensibilizzare il gruppo di ragazzi, insomma la lettura come elemento del team buiding di una squadra di esordienti un pochino squinternati.

Alvise mi ha chiesto cosa ne pensassi, abbiamo strutturato un ipotesi di lavoro e a metà dicembre abbiamo iniziato la nostra avventura, dapprima leggendo in spogliatoio e poi, purché non piovesse o ci fossero altre squadre ad occuparlo, direttamente in campo.

Salto un attimo alle conclusioni per dirvi che la lettura ha funzionato, non tutto è andato come previsto e se mi venisse data una seconda opportunità farei probabilmente qualche scelta diversa ma abbiamo visto crescere i tempi di attenzione dei ragazzi di oltre 20 minuti dal primo all’ultimo incontro e lo considero un risultato importante tenendo conto della riottosità iniziale dei ragazzi (e anche di qualche famiglia) della totale disabitudine della maggior parte di loro a leggere, e del poco tempo a disposizione.

Detto questo e dunque constatato, ancora una volta, che la lettura è potente e agisce anche in tempi relativamente brevi e nelle situazioni più complesse, provo a mettere per punti le basi essenziali dell’idea, cosa ha funzionato e cosa purtroppo no ma ci sarà utilissimo per nuove proposte di letture in campo.

Attenzione! Un’ultima cosa prima di procedere alla schematizzazione che spero sia utile: il processo di allungamento dei tempi di lettura si avvia e procede evolvendosi anche abbastanza velocemente ma regredisce altrettanto velocemente se lo si interrompe, la continuità in questo tipo di progetti dovrebbe essere la base da cui partire, noi abbiamo dovuto improvvisare e l’anno prossimo dubito di poter riprendere le letture in campo e tuttavia iniziare questo lavoro è stato importante secondo noi (parlo anche a nome del mister Siega che credo condivida il mio pensiero) per dimostrare quanto e cosa e come si può fare con la lettura anche sul campo di calcio, e soprattutto per creare un clima migliore nel gruppo squadra.

Come ha funzionato:

  • Abbiamo cercato un libro adatto alla situazione, o almeno che tale ci è parso, di grande qualità, ambientato nel mondo del calcio e con dei capitoli brevi che potessero facilmente permetterci di segmentare la lettura di incontro in incontro. La scelta è ricaduta su La fuga di Pat di Roberto Piumini edito da Pelledoca, un giallo intenso e con un ritmo serrato con protagonista una giovanissima, coetanea dei nostri ragazzi, promessa del calcio inglese.
  • La lettura di qualche capitolo del libro ogni settimana prima dell’allenamento, stesso giorno stessa ora. In questa pratica abbiamo visto indubbiamente la più grande crescita, il primo giorno di lettura in spogliatoio avrò letto forse per 5 minuti e il clima non era troppo cordiale, tra i ragazzi, come dire, che ce ne facciamo noi di questa perdita di tempo invece che allenarci? Alla fine degli allenamenti, a maggio, con i ragazzi io o il mister (che ha fatto le letture quando io ero impossibilitata per lavoro) siamo arrivati a leggere per oltre 20 minuti di fila.
  • per l’ultimo allenamento prima delle vacanze di Natale ho preferito una lettura diversa prediligendo l’albo illustrato La tregua di Natale edito da Donzelli che metteva insieme il calcio, è la storia di una partita di calcio molto speciale, e il Natale.
  • il 22 maggio, a conclusione del nostro percorso abbiamo voluto organizzare per i ragazzi una specie di evento finale che permettesse loro di sperimentare una forma narrativa diversa, sempre legata al mondo del calcio, ed incontrare una persona straordinaria. Il 22 maggio quindi ci siamo ritrovati in campo con la nostra squadra ed altre due del Pro Venezia coinvolte per l’occasione, e i ragazzi hanno incontrato Manlio Castagna, ci siamo spostati tutti insieme alla Casa del Cinema di Venezia per vedere il film di Manlio Il viaggio degli eroi dedicato ai mondiali del 1982. Credo che l’incontro con Manlio Castagna i ragazzi se lo ricorderanno a lungo, come sempre lui è stato capace di accogliere ogni curiosità e domanda e di stare al gioco di questo progetto sperimentatissimo accettando il caos generato dall’emozione. Colgo l’occasione per ringraziare, ancora una volta, la Casa del Cinema di Venezia e la One more pictures per la disponibilità.

Punti di forza:

  • La lettura che vince su tutto, o meglio direi la narrazione che a voce alta sa catturare anche nelle situazioni meno congeniali, avete presente quello che si dice sul setting della lettura? Beh con le letture in campo diciamo che quanto meno ci si deve adattare e va bene così. Certo se si potesse pensare a qualcosa di più continuativo, ad un sostegno reale da parte della società ospitante si potrebbe creare una piccola biblioteca di libri sul calcio e non solo, scambiare letture e pensieri ma insomma si fa con quel che si può.
  • La qualità dei libri scelti, necessaria
  • la particolarità dell’evento conclusivo gestito alla grandissima da Manlio Castagna

Punti critici e da migliorare:

  • La continuità della lettura non sempre è stata garantita, impegni pregressi della squadra ed altre situazioni non ci hanno permesso di mantenere sempre perfettamente costante il giorno di lettura facendo saltare diverse settimane il che in questi tipo di situazioni non consolidate è veramente un peccato, siamo partiti al volo a dicembre ma, dovessi rifarlo, strutturerei un calendario più preciso e con i piani B in caso gli allenamenti con la lettura saltassero per qualche motivo. La discontinuità non ci ha permesso di chiudere come avremmo voluto la lettura del libro e questo è sicuramente un elemento importate che mi ha lasciato l’amaro in bocca. Chissà che non trovi una formula per chiudere la narrazione.
  • Pensando alla situazione e alla disabitudine da parte della maggior parte dei ragazzi alla lettura ho preferito scegliere una narrazione lunga, un romanzo, che ci accompagnasse capitolo dopo capitolo e legasse i diversi incontri. Temevo che gli albi illustrati, come spessissimo accade a quell’età con chi non è abituato, avrebbero suscitato ulteriore scetticismo e invece avrei dovuto essere più fiduciosa. Col senno di poi, specie avendo constatato la facilità con cui possono saltare gli allenamenti, forse sceglierei, almeno in partenza, narrazioni autoconclusive per ogni incontro, racconti o, meglio ancora albi illustrati. Per altro il primo incontro lo abbiamo iniziato con un racconto di Friot (grazie Susi Danesin per il suggerimento) che mi pareva perfetto e forse così avremmo dovuto continuare.
  • forse rivaluterei l’evento finale che è stato bellissimo ma ha rivelato delle grandi fragilità dei ragazzi nella capacità di gestione del tempo di concentrazione e ascolto anche al cinema, anche questa disabitudine richiederebbe una lenta educazione…

Conclusioni provvisorie

Dunque a conti fatti, in una valutazione tra costi e benefici direi che i benefici sono stati tantissimi per i ragazzi innanzitutto e la loro relazione di squadra, i costi hanno riguardato soprattutto aspetti legati al carattere sperimentale di questa occasione che sarebbe facile ridurre e migliorare avendo delle altre possibilità.

Ci tenevo molto a raccontarvi l’esperienza delle letture in campo perché per me è stata fondamentale per ragionare su diversi aspetti della lettura e del suo ruolo in contesti del tutto estranei che sarebbero proprio quelli dove sarebbe importante farla arrivare, credo che anche per il mister Siega sia stata un’esperienza importante per ragionare sulle reazioni della squadra e sulle potenzialità della narrazione nell’ambito dello sport di squadra. Spero ne abbiano scorso alcuni aspetti positivi anche i genitori dei ragazzi coinvolti e la società Pro Venezia negli spazi della quale Letture in campo ha avuto luogo.

Non so se avete mai pensato alla lettura come coadiuvante del team building, io ci farei un pensiero serio!

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