“C’è qualcuno che sa leggere?” rubrica del Sole 24 ore

L’inserto domenicale del Sole 24 ore è da sempre un punto di riferimento importante per chiunque operi o sia appassionato di cultura. Che sia letteratura, filosofia, storia, arte, la domenica nel settimanale diretto da Massarenti potete godervi un’oasi di condivisione del sapere.

Che proprio questo inserto così importante abbia deciso di dedicare una intera rubrica ai lettori più piccoli, alla letteratura e cultura dell’infanzia, mi pare una cosa meravigliosa e un segnale forte e importante.
Si intitola “C’è qualcuno che sa leggere?” è uscita per la prima volta domenica scorsa 16 ottobre e tornerà puntuale ogni domenica per speriamo molto ma molto tempo.

Detto questo come premessa necessaria e assolutamente veritiera, vi racconto cosa mi ha convinto e cosa meno della prima uscita  di “C’è qualcuno che sa leggere”.

La cosa più bella, e di più valore per lo scopo che la rubrica si prefigge, è senz’altro l’articolo di Franco Lorenzoni dedicato a Talete ed ai bambini che esperiscono la conoscenza di se stessi e del mondo circostante (filosofia e geometria) a partire dalle ombre dei corpi che il sole proietta. Sapete quanto sono legata al modo di lavorare di Lorenzoni, l’idea che passi su un giornale letto da così tante persone la sua esperienza mi fa felice.

illustrazione di Guido Scarabottolo

La rubrica si apre però con un’intervista a tutta pagina, o quasi, a Peter Usborne, della omonima casa editrice in cui l’editore dà la sua “ricetta” per far amare i libri ai bambini…mah, diciamo che potevamo volare un po’ più alto del divertimento e del collezionare serie se proprio dobbiamo dire l’essenziale dell’importanza dei libri per i bambini…o no? Mah, la Usborne fa talvolta libri belli, più spesso mediocri ma molto venduti, una maniera di essere commerciale non troppo deleteria, forse non esattamente il massimo per sostenere la grande qualità di grafica, illustrazione e testo che si deve ai bambini e bambine e ragazzi e ragazze di ogni età. Ma tranquilli, la qualità sembra rialzarsi con il paginone dopo dove una mini storia illustrata da Mattotti ci rimettono un po’ in pace…Mattotti è indiscutibilmente un grande illustratore anche le tavole per il Sole 24 ore sono potenti come ogni suo tratto, quanto alla storia beh, mah, non saprei…credo la rileggerò, mi deve essere sfuggito qualcosa….

Molto interessanti sono invece gli articoli di cornice, quelli perimetrali, per intenderci, che non prendono la paginona ma danno spunti molto interessanti, penso innanzitutto all’Ufficio resurrezione parole smarrite che mi pare una cosa bellissima e divertente e propone anche un gioco ai piccoli lettore a cui viene chiesto di inviare i disegni per la parola da imparavolare per la settimana successiva. L’idea mi piace, la possibilità di far trovare un piccolo spazio nelle paginone rivolto direttamente al piccolo lettore anche.
Bella anche la colonna dedicata alle strepitose poesie nonsense di Toti Scajola in collaborazione con la Fondazion Toti Scajola, ed un ricordo dell’amico Calvino (poteva mai mancare?) sul libro di poesie regalato alla figlia Giovanna.

Insomma, mi pare che ci sia un po’ di tutto in queste pagine e che però…non so, qualcosa stoni, non riesco a metterlo a fuoco ma la sensazione che ne ho avuta come lettrice è di confusione, non riesco ad individuare l’obiettivo che la rubrica si prefigge che non può essere solo o semplicemente il mettere insieme un po’ di cose diverse a tema bambini, qual è l’operazione culturale che la rubrica intende sostenere?

Lo sapremo alle prossime puntate…spero!

2 pensieri riguardo ““C’è qualcuno che sa leggere?” rubrica del Sole 24 ore

  • 21 Ottobre 2016 in 7:07
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    Ho visto la notizia. Mi è sembrata un passo dovuto, visto che molti giornali esteri (non solo di lingua inglese)hanno già da tempo un inserto dedicato alla letteratura infantile, ma anche un atto coraggioso, essendo il primo esempio italiano. A mio parere la direzionalità culturale di questo progetto è l'argomento stesso, ovvero risvegliare ( anzi… svegliare, senza il 'ri')l'interesse per la letteratura infantile e giovanile, riconoscerla parte degli interessi culturali degli adulti. In fondo anche le pagine dedicate all'arte o allo spettacolo, sui giornali, non si articolano seguendo un itinerario dichiarato. E forse è meglio così. Più grave – secondo me – sarebbe se l'itinerario continuasse con questo vizio di forma iniziale, ovvero offrendo un panorama 'dimidiatus' della letteratura giovanile, ovvero come un deserto nobilitato dalle incursioni di chi si occupa anche di arte 'vera' e letteratura 'alta', cioé adulta… Temo che la formazione stessa dei giornalisti, le loro frequentazioni di lettura, li portino a guardare la letteratura per ragazzi da un finestrella un po' stretta. Dove l'eccezione può essere solo l'attenzione ciò che vende bene. Spero di sbagliarmi. Ma proprio all'inizio di quest'anno (su di un altro giornale) Gramellini si è lanciato a definire la letteratura per ragazzi 'Storielle e favolette' e si è ben guardato di rispondere alla lettera cortese con cui la nostra associazione (ICWA)lo invitava a conoscerci più da vicino.

  • 31 Ottobre 2016 in 16:00
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    Grazie Anna del tuo intervento, vedo tutto il bene di tale iniziativa ma anche alcuni limiti che tuttavia da un'istituzione di qualità com'è l'inserto della domenica del sole 24 ore non mi sarei aspettatta. Ormai siamo alla terza uscita ma mi pare che il trend non sia molto cambiato…

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