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Il gioco della luce – Il gioco delle ombre

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

“Il gioco della luce”

Età: dai 2 anni
Pagine: 14
Formato: 21,2 x 15,2
Anno: 2011
Editore: Phaidon
Autore: Hervet Tullet

“Il gioco delle ombre”

Età: dai 2 anni
Pagine: 14
Formato: 21,2 x 15,2
Anno: 2013
Editore: Phaidon
Autore: Hervet Tullet

Ogni settimana la didattica a distanza diventa una nuova sfida.

Come far didattica se non si è in aula?
Come far sentire la propria vicinanza ai bambini?
E come stupirli?
A volte ho come l’impressione ci sia una gara a chi stupisce di più, a chi usa la piattaforma migliore o l’applicazione più accattivante, a chi ha l’idea migliore.
Io ho deciso di mantenere dei punti fermi affinché l’elemento novità non diventi abitudine, generando più l’aspettativa della sorpresa che non l’apprezzare la sorpresa stessa.
Quindi una sorta di ritorno alle origini. Fare il meglio che si può con gli strumenti a disposizione.

Cioè?

È semplice cucinare manicaretti avendo a disposizione tutti ingredienti di prima qualità. Anzi, acquistandoli appositamente. Più difficile è cucinare un buon piatto servendosi solo degli ingredienti presenti nel frigo o nella dispensa.
In questo periodo che si protrae nel tempo a causa dell’emergenza dettata dalla pandemia del Covid-19, quali sono gli strumenti a disposizione dei miei alunni di classe seconda?
Sicuramente una casa. Una casa da esplorare con occhi attenti, con occhi diversi, con luci diverse. Una casa può assumere forme, colori o ombre totalmente differenti se esplorata alla luce del sole o quando scende la sera, al buio, magari con l’aiuto di una torcia.
Una torcia… chi non ne ha una in casa?!? La classica “pila” di sicurezza… nel caso vada via la luce!
Delle forbici, meglio se con le punte arrotondate, ma pur sempre che taglino.
Dei cartoncini, meglio se di recupero: vecchie scatole di scarpe, confezioni delle merendine…
Dei genitori, una mamma o un papà che possano aiutare a tagliare i cartoncini qualora il lavoro risulti eccessivamente complesso.
Fantasia, in abbondante quantità. E questa per fortuna, ai bambini, non manca mai!

Strumenti a disposizione di tutti.
I libri in cartella, da leggere insieme, li porto io!

Come? Condividendo un video!

Si sa, la condivisione genera altra condivisione.
La didattica a distanza, in fondo, non è così diversa dalla didattica in aula, l’obiettivo è sempre lo stesso, riuscire a raggiungere tutti e ciascun bambino allo stesso tempo, rispettando tempi e stili di apprendimento di ciascuno.
Qualsiasi proposta, se semplice è essere accessibile a tutti, se complicata sarà fattibile per pochi.
Meglio una proposta semplice da curare nel dettaglio che un’attività bella ma “difficile” che rischia solo di demoralizzare gli animi.

La proposta di oggi è un laboratorio interdisciplinare

Un laboratorio che amalgama insieme lettura, gioco (sì, gioco!), scrittura, arte e tecnologia.
Interessante come un libro possa essere letto e sperimentato ad età diverse e come, in relazione all’età, cambi la risposta al libro stesso.
Luce e buio si sa affascinano i bambini fin da piccolissimi.
Ricordo quando lavoravo al nido come educatrice e proponevo letture al buio o il laboratorio di luce ed ombre. I bambini, che si reggevano in piedi con l’instabilità tipica dei tredici mesi, rincorrevano una “pallina” proiettata sul muro e quando spariva chiedevano stupiti “Ov’è?-Ov’è? Pù…” [“Dov’è, dov’è… Non c’è più?”].
E a sette-otto anni che effetto fa? Cosa cambia?
Innanzitutto, a questa età sono autonomi, non solo nel camminare… ma anche nel leggere. Permane il fascino che uno spiraglio di luce può creare al buio dando agli oggetti presenti in una stanza forme e significato nuovo. Inoltre, a questa età, amano sperimentare, creare, inventare.

Ecco la lettura che ho condiviso:

A video concluso ho lanciato una doppia sfida.

Prima sfida: trova le differenze!

Domanda:
“Il gioco della luce” e “Il gioco delle ombre” sono entrambi basati sul gioco delle ombre cinesi, per entrambi c’è bisogno di luce e di buio, ma perché hanno due titoli diversi? Qual è la differenza tra questi due libri? Vediamo chi indovina!

Risposta (testualmente riportata) di Anna:
La differenza è che nel primo libro [Il gioco della luce, NdR] le cose bucate sono i soggetti, mentre nel secondo [Il gioco delle ombre, NdR] sono bucati gli sfondi
– Bravissima Anna ! È proprio questa la differenza, ma come hai fatto a capire?
La mamma mi aveva detto di stare molto attenta alle figure… alcune erano bianche, altre erano nere e allora ho visto che nel primo i soggetti erano bucati e nel secondo gli sfondi. Sai perché sono riuscita a indovinare? Perché mi piace fare le cose un po’ difficili

In gioco di luci i soggetti sono “in luce”, ovvero la luce mostra le sagome dei soggetti, mentre in gioco di ombre i soggetti sono “ombre”.

Seconda sfida: le ombre cinesi!

Stiamo iniziando a scrivere. Abbiamo iniziato a sperimentare le prime rudimentali forme di scrittura narrativa. Scegliendo i personaggi (Chi?), il luogo (Dove?), il tempo (Quando?). Così ho invitato i bambini a pensare ad una brevissima storia che abbia un inizio, uno svolgimento o sviluppo e una fine. E a suddividere la storia in brevi sequenze (una per l’inizio, tre per lo svolgimento e una per la conclusione). Cinque slide in tutto. Da realizzare con i cartoncini e le forbici con la tecnica delle ombre cinesi scegliendo liberamente se “giocare” con “le luci” o con “le ombre”.

Non ho dato un termine per la “restituzione” e sinceramente, essendo una “sfida” e non un “compito per casa”. non mi aspettavo nemmeno che in tanti si cimentassero in questo lavoro. L’avevo intesa come un’attività facoltativa.
Invece mi sono arrivati fin da subito moltissime foto, storie e video.
Qualcuno ha addirittura scelto un sottofondo musicale inserendolo, con l’aiuto dei genitori, nel video!

“Le avventure del pesciolino Carlo” – Storia gioco_di_LUCI inventata e realizzata da Daniele

Un paio di giorni dopo, durante un videomeeting, ho ascoltato le loro osservazioni e riflessioni: i cosiddetti…

“commenti a caldo”

– Maestra, sai che anch’io ho uno di quei due libri, ma non mi ero mai accorta, prima d’ora, che avesse anche delle scritte sotto [solitamente questo libro viene proposto a dei bambini molto piccoli che non sanno leggere. È davvero molto bello che un bambino più grande lo riscopra e lo sperimenti con rinnovata consapevolezza]
– Gioco d’ombre mi è piaciuto di più.
– L’ombra si crea quando c’è la luce o il sole, che sarebbe sempre luce… Se tu ti metti davanti alla luce, la luce non passa, così si crea l’ombra”
– Nel primo libro la luce, in un certo senso, passava attraverso l’immagine perché era bucata. Nel libro delle ombre invece rimane bloccata dalle figure e per questo si crea l’ombra”
– Maestra io per inventare la storia prima ho fatto degli schizzi sul quaderno e poi i disegni sui cartoncini per ritagliarli
– A me questa attività è piaciuta tantissimo!
– Anche a me, mi sono divertita a costruirla assieme alla mamma e a mia sorella
– Io all’inizio facevo un po’ fatica a ritagliare, poi è tornato il papà da lavoro e mi ha aiutato lui
– Sai maestra che non pensavo venisse fuori una storia così bella?!?
– Io mi diverto a fare le ombre cinesi con le mani… guarda
[E mi mostra, in video, “il bambino che cammina” mimato con le dita]
– Io faccio sempre lo squalo… faccio così

– Io so fare l’aquila e il coniglio”
– Maestra ma posso mostrare ai miei compagni la mia storia?

Si sa condivisione genera condivisione.

Condividere accorcia le distanze e rafforza la relazione. Le relazioni positive rafforzano il sé. Quando i sé sono sicuri ogni attività da svolgere, che sia compito di realtà o verifica formativa, diventa più semplice e l’apprendimento risulta efficace.

– Anch’io voglio mostrare la mia
– Anch’io
– E… anch’io


– Certo! Va bene. Mi sembra una bellissima idea!

Così ho promesso che condividerò nella nostra chat le loro storie inventate e realizzate con le ombre cinesi. Una al giorno.

E se condivisione genera condivisione…

…una di queste storie speciali la voglio condividere anche con voi
quella della mia alunna Viola:

“I gatti” – Storia gioco_di_OMBRE inventata e realizzata da Viola

PS: Sono stata davvero colpita da tutti e da ciascun lavoro dei bambini, dalla fantasia narrativa, dall’inventiva di realizzazione, dalla cura dei dettagli… uno più bello dell’altro.
Avrei proprio voluto condividere qua TUTTE le storie ricevute, i video e le foto… ma davvero non mi è possibile.
Ho scelto allora il video di Viola (la prima ad avermi mandato la storia nel giro di poche ore dello stesso giorno) e le foto di Daniele (che non ama i laboratori artistici ma mi ha voluto dire che questa volta… gli è proprio piaciuto!)

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